Torre di Santa Lucia, restauro deciso dal giudice
Siniscola. La vicenda approda di nuovo in tribunale dopo l’appello presentato dai progettisti
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SINISCOLA. Si deciderà il prossimo 20 aprile in tribunale a Nuoro la vicenda relativa al mancato inizio dei lavori di progettazione per il restauro della torre di Santa Lucia. La società che si era aggiudicata la commissione per predisporre le opere di consolidamento e messa in sicurezza della vecchia torre di guardia contro le invasioni saracene, ha infatti deciso di appellarsi alla sentenza che l’aveva vista soccombere nei confronti del comune di Siniscola decidendo di ricorrere al collegio giudicante. Si tratta di una norma prevista dal codice di procedura penale che consente di rivolgere appello alla sentenza emessa dal giudice monocratico e pertanto, l’iter relativo all’inizio dei lavori, slitterà di almeno qualche mese in attesa della nuova sentenza. La società che si era aggiudicata l’appalto (circa 24mila euro di spesa) per la progettazione, un’associazione temporanea che vede come mandatario l’ingegnere Angelo Marongiu, in un sopralluogo effettuato successivamente, aveva constatato che i rilievi non potevano iniziare a causa della presenza all’interno della torre di una notevole quantità di escrementi depositato negli ultimi decenni dai volatili che vi trovano rifugio. Secondo la convenzione, la fase progettuale si sarebbe dovuta concludere in tre mesi a decorrere dal 19 gennaio 2021, ma a causa della presenza del guano, a sentire la parte ricorrente, i lavori non si erano potuti avviare. L’amministrazione comunale per paura di perdere il finanziamento, aveva avuto uno scambio di missive chiedendo la riduzione dei tempi di progettazione, e l’8 settembre scorso, il servizio Lavori pubblici comunali aveva quindi deciso di risolvere il contratto d’appalto in ragione “del grave inadempimento delle obbligazioni contrattuali”. Una decisione avversata dai progettisti che hanno deciso ora di appellare la sentenza sfavorevole chiedendo una nuova udienza collegiale. Intanto la torre continua a perdere pezzi d’intonaco. Proprio a causa di questi cedimenti, nel 2013 l’ufficio tecnico aveva segnalato la necessità di un intervento con Regione e Fondazione Sardegna che avevano raccolto l’appello, concedendo un finanziamento per iniziare i lavori di restauro. (s.s.)
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