Omofobia, un centro d’ascolto
di Valeria Gianoglio
Comune e Mos vincono un bando della Presidenza del Consiglio: arrivano i fondi per uno sportello
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NUORO. C’è anche il progetto che il Comune di Nuoro ha promosso insieme al Mos, il movimento omosessuale sardo, tra quelli che hanno partecipato con successo al bando della Presidenza del consiglio dei ministri, dipartimento per le Pari opportunità, ed è entrato di diritto nella top eleven, nella lista dei primi undici eletti per “la costituzione di centri contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere”. Grazie a quel progetto da Roma entro i prossimi mesi arriveranno centomila euro: serviranno anche per finanziare l’apertura, a Nuoro, del primo sportello di ascolto contro l’omofobia e contro le discriminazioni “motivate dall’orientamento sessuale e l’identità di genere”.
In questi giorni, dunque, nel capoluogo barbaricino, il fermento e le iniziative attorno ai diritti sociali e dell’individuo non si sono fermati solo alla svolta inaugurata dall’istituto comprensivo Ciusa – con il primo regolamento per gestire la “Carriera Alias” per gli studenti in transizione di genere – ma registrano pure il consenso, e l’annesso finanziamento, di un progetto presentato dal Mos con l’amministrazione comunale di Nuoro, dal titolo “Aaa-mos ascolto, accoglienza assistenza Lgbt+. «Nella graduatoria provvisoria, che vede approvati 37 progetti sui 65 presentati, il nostro risulta essere all’undicesimo posto con un punteggio di 83 su 90 – spiegano Massimo Mele e Maria Paola Curreli, del Mos – e questa posizione ci pone al riparo dai ricorsi per la redazione della graduatoria definitiva».
«Grazie a quel progetto presentato al bando del dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del consiglio dei ministri – spiega l’assessora comunale ai Servizi sociali, Fausta Morini – a breve in città potremo aprire il primo centro di ascolto contro l’omofobia e di supporto anche per le persone in transizione di genere. Questo è un percorso al quale stiamo lavorando da tempo, così come nel coinvolgere in diverse attività i giovani nuoresi che magari stanno seguendo percorsi di transizione. Siamo in prima linea, anche con i nostri operatori di strada che seguono tanti ragazzi e che hanno organizzato diverse iniziative, come, di recente, anche una mostra d’arte ospitata allo Spazio giovani». Ma le nuove iniziative non saranno circoscritte soltanto all’apertura del centro di ascolto. «Nel prossimo mese di giugno, mese dedicato al Gay pride – spiega infatti l’assessora Moroni – abbiamo intenzione di fare una sorta di Pride nuorese, che sarà una settimana di animazione culturale sul tema dell’omofobia. Vorremmo organizzare eventi come esposizioni, proiezioni, dibattiti. È da tempo che stiamo lavorando su questi temi e contiamo di farlo anche in futuro perché il nostro obiettivo è sempre stato quello di creare una città sempre più inclusiva e aperta».
«Anche per questo – continua l’assessora ai Servizi sociali – non posso che convididere a pieno e lodare l’iniziativa promossa dall’istituto scolastico Ciusa, con la preside Silvia Meloni, per sostenere il percorso dei ragazzi in transizione di genere. C’è bisogno, anche a Nuoro, di iniziative simili proprio per accompagnare i ragazzi nelle loro scelte e per non lasciarli soli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In questi giorni, dunque, nel capoluogo barbaricino, il fermento e le iniziative attorno ai diritti sociali e dell’individuo non si sono fermati solo alla svolta inaugurata dall’istituto comprensivo Ciusa – con il primo regolamento per gestire la “Carriera Alias” per gli studenti in transizione di genere – ma registrano pure il consenso, e l’annesso finanziamento, di un progetto presentato dal Mos con l’amministrazione comunale di Nuoro, dal titolo “Aaa-mos ascolto, accoglienza assistenza Lgbt+. «Nella graduatoria provvisoria, che vede approvati 37 progetti sui 65 presentati, il nostro risulta essere all’undicesimo posto con un punteggio di 83 su 90 – spiegano Massimo Mele e Maria Paola Curreli, del Mos – e questa posizione ci pone al riparo dai ricorsi per la redazione della graduatoria definitiva».
«Grazie a quel progetto presentato al bando del dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del consiglio dei ministri – spiega l’assessora comunale ai Servizi sociali, Fausta Morini – a breve in città potremo aprire il primo centro di ascolto contro l’omofobia e di supporto anche per le persone in transizione di genere. Questo è un percorso al quale stiamo lavorando da tempo, così come nel coinvolgere in diverse attività i giovani nuoresi che magari stanno seguendo percorsi di transizione. Siamo in prima linea, anche con i nostri operatori di strada che seguono tanti ragazzi e che hanno organizzato diverse iniziative, come, di recente, anche una mostra d’arte ospitata allo Spazio giovani». Ma le nuove iniziative non saranno circoscritte soltanto all’apertura del centro di ascolto. «Nel prossimo mese di giugno, mese dedicato al Gay pride – spiega infatti l’assessora Moroni – abbiamo intenzione di fare una sorta di Pride nuorese, che sarà una settimana di animazione culturale sul tema dell’omofobia. Vorremmo organizzare eventi come esposizioni, proiezioni, dibattiti. È da tempo che stiamo lavorando su questi temi e contiamo di farlo anche in futuro perché il nostro obiettivo è sempre stato quello di creare una città sempre più inclusiva e aperta».
«Anche per questo – continua l’assessora ai Servizi sociali – non posso che convididere a pieno e lodare l’iniziativa promossa dall’istituto scolastico Ciusa, con la preside Silvia Meloni, per sostenere il percorso dei ragazzi in transizione di genere. C’è bisogno, anche a Nuoro, di iniziative simili proprio per accompagnare i ragazzi nelle loro scelte e per non lasciarli soli».
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