consiglio comunale
Azione legale contro la Regione presentato il ricorso al Tar
di Francesco Pirisi
NUORO. Il Comune va avanti nella sua azione legale contro la Regione per le due norme sul nuovo governo di biblioteca “Satta” e UniNuoro, approvate l’anno scorso. I tre avvocati incaricati dall’ente...
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NUORO. Il Comune va avanti nella sua azione legale contro la Regione per le due norme sul nuovo governo di biblioteca “Satta” e UniNuoro, approvate l’anno scorso. I tre avvocati incaricati dall’ente hanno presentato il ricorso al Tar, il Tribunale amministrativo regionale. Ma che in questo caso è soprattutto un tramite per ottenere un giudizio della Corte costituzionale intorno alla legittimità o meno dei due provvedimenti legislativi. Nelle motivazioni, illustrate due giorni fa dal sindaco Andrea Soddu al Consiglio, la tesi che la Regione ha leso princìpi «di leale collaborazione tra enti, equiordinazione e sussidiarietà». Ricorsi già notificati anche alla Regione. Le stesse rivendicazioni giuridico-amministrative sono contenute nelle memorie che dal municipio del capoluogo hanno preso la strada della presidenza del Consiglio dei ministri. Nessun ripensamento, quindi, rispetto a quanto annunciato dal primo cittadino di Nuoro, nella primavera dell’anno passato.
Allora si era all’indomani dell’emendamento del consigliere regionale del Pd, Roberto Deriu, tradotto dall’aula in una norma che prevedeva la fine dei consorzi della “Satta” e dell’università, per sostituirli con altrettante fondazioni, dopo un decennio di commissariamento. Nel cambio anche la fine della gestione dal territorio dei due enti (i consorzi erano tra Comune e Provincia), a vantaggio di una triade, in cui ad aggiungersi era la Regione, titolare anche della scelta del presidente. Norma confermata a novembre, con la nomina di due commissari liquidatori, che proprio in questi giorni stanno dando il benservito ai vecchi consorzi. Soddu ha spiegato all’assemblea che «opporsi per il Comune era un obbligo, e non un’opzione, considerato che nelle norme sono da ravvisarsi elementi di incostituzionalità». La determinazione nel percorrere la via giudiziaria ha anche fatto una vittima all’interno della stessa maggioranza. Narciso Guria, uno dei suoi esponenti, infatti si è visto bloccare la mozione, già presentata a dicembre, con la quale si stabiliva «di chiedere alla Regione di rivedere le norme, per prevedere l’obbligo di un accordo tra Comune e Regione nella scelta del presidente». Ma i suoi colleghi di cordata, capitanati dal sindaco, hanno predisposto e votato un emendamento. Dopodiché la mozione, poi approvata, con l’astensione dello stesso Guria, non prevede nessuna intesa sul presidente, ma piuttosto il ritorno alla norma regionale del 2018, che per la biblioteca “Satta” ha stabilito «la nascita di una fondazione, con il concorso di Regione, Provincia e Comune in posizione di pari grado». Il ricorso al tribunale ha tuttavia tolto attualità a ogni altra soluzione, anche alternativa alle ultime norme del Consiglio regionale. Tanto da scatenare due giorni fa nell’assemblea civica l’artiglieria pesante delle opposizioni di sinistra, oltreché della Lega, con Pier Luigi Saiu. L’esponente di Progetto per Nuoro, Lisetta Bidoni, ha detto: «Avrei votato la mozione Guria, ma l’emendamento la snatura. Anzi – ha aggiunto – è il segnale che il sindaco e la sua maggioranza non hanno messo tra le possibilità un confronto con la Regione, ma piuttosto la scelta è stata la via giudiziaria, dove si far primeggiare la forza. Ma in questo modo – ha concluso la consigliera – perde la politica e anche la città». Concetti critici e non dissimili da parte dei due esponenti del Pd, Natascia Demurtas e Carlo Prevosto. Quest’ultimo ancora in attesa di avere una risposta scritta sulle pendenze del Comune rispetto alla biblioteca: «Le notizie in mio possesso – ha detto – parlano di un debito di un milione e 100mila euro. Ora è arduo pensare – ha aggiunto – che il Comune potesse continuare a gestire la biblioteca nella permanenza di quella situazione finanziaria». Dalle voci che trapelano dall’ente di piazza Asproni, il commissario liquidatore starebbe per presentare la “parcella” in municipio, per la stessa cifra, relativa alle quote sociali (293mila euro annui) non pagate o corrisposte in maniera parziale, a partire dal 2016.
Allora si era all’indomani dell’emendamento del consigliere regionale del Pd, Roberto Deriu, tradotto dall’aula in una norma che prevedeva la fine dei consorzi della “Satta” e dell’università, per sostituirli con altrettante fondazioni, dopo un decennio di commissariamento. Nel cambio anche la fine della gestione dal territorio dei due enti (i consorzi erano tra Comune e Provincia), a vantaggio di una triade, in cui ad aggiungersi era la Regione, titolare anche della scelta del presidente. Norma confermata a novembre, con la nomina di due commissari liquidatori, che proprio in questi giorni stanno dando il benservito ai vecchi consorzi. Soddu ha spiegato all’assemblea che «opporsi per il Comune era un obbligo, e non un’opzione, considerato che nelle norme sono da ravvisarsi elementi di incostituzionalità». La determinazione nel percorrere la via giudiziaria ha anche fatto una vittima all’interno della stessa maggioranza. Narciso Guria, uno dei suoi esponenti, infatti si è visto bloccare la mozione, già presentata a dicembre, con la quale si stabiliva «di chiedere alla Regione di rivedere le norme, per prevedere l’obbligo di un accordo tra Comune e Regione nella scelta del presidente». Ma i suoi colleghi di cordata, capitanati dal sindaco, hanno predisposto e votato un emendamento. Dopodiché la mozione, poi approvata, con l’astensione dello stesso Guria, non prevede nessuna intesa sul presidente, ma piuttosto il ritorno alla norma regionale del 2018, che per la biblioteca “Satta” ha stabilito «la nascita di una fondazione, con il concorso di Regione, Provincia e Comune in posizione di pari grado». Il ricorso al tribunale ha tuttavia tolto attualità a ogni altra soluzione, anche alternativa alle ultime norme del Consiglio regionale. Tanto da scatenare due giorni fa nell’assemblea civica l’artiglieria pesante delle opposizioni di sinistra, oltreché della Lega, con Pier Luigi Saiu. L’esponente di Progetto per Nuoro, Lisetta Bidoni, ha detto: «Avrei votato la mozione Guria, ma l’emendamento la snatura. Anzi – ha aggiunto – è il segnale che il sindaco e la sua maggioranza non hanno messo tra le possibilità un confronto con la Regione, ma piuttosto la scelta è stata la via giudiziaria, dove si far primeggiare la forza. Ma in questo modo – ha concluso la consigliera – perde la politica e anche la città». Concetti critici e non dissimili da parte dei due esponenti del Pd, Natascia Demurtas e Carlo Prevosto. Quest’ultimo ancora in attesa di avere una risposta scritta sulle pendenze del Comune rispetto alla biblioteca: «Le notizie in mio possesso – ha detto – parlano di un debito di un milione e 100mila euro. Ora è arduo pensare – ha aggiunto – che il Comune potesse continuare a gestire la biblioteca nella permanenza di quella situazione finanziaria». Dalle voci che trapelano dall’ente di piazza Asproni, il commissario liquidatore starebbe per presentare la “parcella” in municipio, per la stessa cifra, relativa alle quote sociali (293mila euro annui) non pagate o corrisposte in maniera parziale, a partire dal 2016.
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