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Nuoro

Un nuovo carnevale triste: «La paura frena i giovani»

di Michela Columbu
Un nuovo carnevale triste: «La paura frena i giovani»

Le maschere della Barbagia temono che la pandemia lasci il deserto sociale Da Mamoiada a Orani e Fonni: speriamo di poter ricominciare a festeggiare

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MAMOIADA. Il Covid per il secondo anno consecutivo lascia nel cassetto pelli, campanacci, maschere e voglia di divertirsi. Fattore fondamentale quest’ultimo, se si pensa al periodo carnevalesco come momento di spensieratezza, aggregazione e socialità. La Barbagia per il secondo anno consecutivo non vedrà colorati serpentoni, e nemmeno appunto le consuete sfilate delle maschere della tradizione, divenute negli anni il simbolo del carnevale arcaico che di comunità in comunità continuano a mantenere vive consuetudini antichissime e ricchissime di significato. E proprio le associazioni culturali, che tanto hanno fatto negli anni per mantenere viva la fiamma dell’identità, si ritrovano ora in grossa difficoltà, non solo per il fatto di non potersi fare promotrici del carnevale sempre conosciuto, ma per la possibilità, purtroppo reale, di non riuscire più a coinvolgere le persone nelle consuete attività.

Riflessione che scaturisce alla vigilia del secondo giovedì grasso consecutivo annientato per le norme anti-Covid che stanno spegnendo in generale la fiamma della volontarietà sociale.

«Il discorso è semplice – spiega senza troppi fronzoli il presidente della Pro loco di Mamoiada Raffaele Bindinelli –. Stavamo pensando di ripartire in vista del Carnevale, ma è andato tutto nei cassetti. Fondamentalmente non se ne può più. Tanti giovani si stanno abituando a stare in casa. C’è il rischio concreto che la gente si allontani da tutto quello che ci ha contraddistinto. E poi c’è anche un dato economico da non trascurare. Negli ultimi anni tantissimi operatori hanno investito in servizi per il turismo e a loro occorre dare delle risposte, anche come Pro loco. Ad esempio per Carnevale avevamo organizzato quattro mostre in modo da diversificare l’offerta anche per il turista che in questo modo è più incentivato a venire e a restare e invece le abbiamo dovute rimandare». Anche a Orani i Bundhos, come i Mamuthones ufficialmente non hanno potuto organizzare alcunché. «Sembra che la gente abbia paura di uscire e di partecipare – spiega Tore Mureddu, presidente dell’associazione Su Bundhu –. Noi ad esempio abbiamo già il problema della scarsa partecipazione all’associazione Croce verde, ma a tutti i livelli registriamo un’assenza dei giovani, lontani dal divertimento che abbiamo conosciuto. Probabilmente faremo un’uscita simbolica per onorare queste giornate anche se è la desolazione generale a farla da padrone». Stesso discorso a Fonni, dove sos Urthos e Buttudos sperano di risollevare la situazione in vista dell’estate con Identidades ad agosto. «Sicuramente qualche maschera sarà in piazza domenica – commenta il vice presidente dell’associazione Giuseppe Tatti – come si faceva nel passato ma come associazione non abbiamo potuto organizzare nulla. Purtroppo riuscire a programmare e poi realizzare gli eventi è diventato un qualcosa che, lo sappiamo, non dipende da noi, e questo sta generando un deserto sociale nei nostri piccoli centri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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