La Nuova Sardegna

Nuoro

«Così l’Einstein Telescope rivoluzionerà tutta l’isola»

di Francesco Pirisi
«Così l’Einstein Telescope rivoluzionerà tutta l’isola»

Il sindaco di Lula Mario Calia ottimista per la candidatura di Sos Enattos Anche il primo cittadino di Nuoro Andrea Soddu fa pressing per vincere la sfida

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NUORO. Le amministrazioni locali sono in prima fila per l’Einstein telescope, il centro per la misurazione delle onde gravitazionali. Tante le possibilità che possa trovare collocazione nelle miniere di Sos Enattos, a Lula. La certezza dovrebbe arrivare alla fine di quest’anno. Dal comune ai piedi del Montalbo, il sindaco Mario Calia: «Sono ottimista perché gli studi sinora fatti hanno confermato che il nostro sito presenta le caratteristiche migliori per ospitare il centro di ricerca scientifica, voluto dall’Unione europea. Una volta che questo andrà in porto – aggiunge Calia – costituirà una rivoluzione, in grado di trasformare la società e l’economia dell’intera isola». Di quante e quali siano le aspettative per la concretizzazione del progetto si è avuta una conferma anche quattro giorni fa nel Consiglio comunale di Nuoro. L’argomento in una mozione dei gruppi della minoranza di sinistra.

La posizione dell’amministrazione, col sindaco Andrea Soddu: «Faremo i passi politici necessari – ha detto – affinché ci sia un’azione di supporto alla proposta italiana, che ha puntato le attenzioni sul sito della nostra provincia. Ritengo tuttavia – ha aggiunto – che le direttrici dello sviluppo di Nuoro e del territorio non debbano avere come unico elemento il progetto dell’Einstein telescope, ma piuttosto riunire e valorizzare tutte le vocazioni economiche e culturali». Secondo Soddu l’esperienza da non ripetere è quella del dopoguerra e del piano di Rinascita: «Si puntò tutto sulla grande industria – ha ricordato – e poi abbiamo visto com’è andata». Il collega lulese, Calia, in questo senso, ha una posizione che non combacia perfettamente: «Il centro scientifico – ha affermato – altro che un piano di Rinascita! Basti pensare – spiega ancora – che potrà assicurare oltre 30mila posti di lavoro e garantire un indotto tra i 6 e gli 8 miliardi. Il volume finanziario annuo è stato stimato in un paio di punti del Pil nazionale». L’Einstein telescope è finanziato dalla Commissione europea, a partire dal 2004. L’ubicazione all’inizio sarebbe dovuta uscire dalla scelta tra tre siti, rispettivamente in Spagna, Ungheria e nell’ex miniera di Lula. I primi due si sono persi per strada. Mentre è subentrata una località dei Paesi Bassi, oggi la concorrente di Sos Enattos. A portare avanti la candidatura sarda il partenariato formato dall’Istituto nazionale di fisica nucleare, a cui si sono affiancati altri enti omologhi europei. Ci sono poi le università, tra le quali La Sapienza, di Roma. Mario Calia, da 10 anni sindaco a Lula ed ex minatore, non ha dubbi: «La nostra miniera viene studiata dal 2010. Gli scienziati – è convinto – hanno capito che il sito era adatto a quanto ci si prefiggeva con l’Einstein telescope, altrimenti si sarebbero spostati in altre direzioni». La differenza la determina il fatto che sia inserito in un contesto ambientale poco popolato e dagli scarsi rumori. Silenzio che cresce nella profondità della miniera, sino a 300 metri, dove è prevista la collocazione degli interferometri: «Questi strumenti – dice ancora Calia – potranno lavorare al massimo delle loro potenzialità, sino ad arrivare a individuare il primo vagito dell’universo». Un centro dell’attività scientifica mondiale, nel cuore della Sardegna, là dove, sinora, si sono sentiti solo i belati delle pecore o tutt’al più il martello perforatore dei minatori. Tant’è che nello stesso tavolo del piano di rilancio del Nuorese, qualche amministratore aveva sorto il naso, se non riso. Il sindaco di Nuoro, Soddu: «Noi sostenemmo la proposta del Comune di Lula – dice – alla cui determinazione si dovrà gran merito se il progetto andrà in porto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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