A una svolta il caso del bimbo autistico
di Alessandra Porcu
Il piccolo di 4 anni non ha insegnanti di sostegno per i tempi lunghi della “104”
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MACOMER. Giovedì 24 febbraio la commissione medica dell’Inps di Nuoro ha effettuato la seconda visita per accertare il disturbo dello spettro autistico sul bimbo di quattro anni cui deve essere assegnato l’insegnante di sostegno. Fin qui niente di strano, non fosse altro che l’attesa è durata nove interminabili mesi. «Era dal maggio 2021 che aspettavamo di essere convocati – tuona la madre –. Un tempo lunghissimo durante il quale il mio bambino ha dovuto fare a meno delle ore di assistenza scolastica di supporto. Ora dovrà trascorrere una ventina di giorni prima che ci venga comunicato l’esito. Dopodiché auspichiamo vivamente di ottenere la certificazione della “legge 104”, indispensabile per dare avvio al percorso di affiancamento».
Per i genitori del piccolo non è stato semplice arrivare fino a questo punto. Ci sono voluti caparbietà, impegno e persino l’intervento del sindaco di Macomer che, lo scorso 8 febbraio, ha inviato una lettera al direttore dell’Istituto di previdenza sociale di Cagliari, Antonio Gatani.
«Trovo davvero fuori da ogni logica che un privato cittadino – spiega Antonio Succu – sia costretto a chiedere l’intervento di un amministratore locale e della stampa per vedersi riconosciuto un sacrosanto diritto. Le lungaggini burocratiche, i ritardi, le difficoltà a contattare gli uffici Inps di Macomer e Nuoro sono state inaccettabili. Specie perché c’era di mezzo un bimbo. Comprendo che la pandemia e le conseguenti restrizioni abbiano rallentato e reso più complicata la normale attività degli sportelli. Allo stesso tempo non giustifico il modus operandi dell’ente che si occupa proprio di previdenza sociale. A due anni dall’inizio dell’emergenza sanitaria, non devono e non possono più esserci alibi».
«A mio avviso – prosegue il sindaco – sarebbe necessario un cambio di passo. Bisognerebbe mutare l’impostazione del lavoro a livello nazionale, regionale e provinciale. Le necessità degli utenti devono trovare risposte certe e immediate, cominciando dalla comunicazione. Prenotare un appuntamento o ottenere informazioni deve essere semplice e non complicato, come purtroppo accade ora. Occorre poter parlare direttamente con un operatore e non con una voce guida. Bisogna accorciare le distanze. Non tutti hanno dimestichezza col pc. La maggior parte dei pensionati più anziani trova difficile scaricare un’app o persino inviare una mail. Sono convinto – conclude Antonio Succu – che con un pizzico di attenzione in più, si potrebbe garantire un miglior servizio alla comunità».
Per i genitori del piccolo non è stato semplice arrivare fino a questo punto. Ci sono voluti caparbietà, impegno e persino l’intervento del sindaco di Macomer che, lo scorso 8 febbraio, ha inviato una lettera al direttore dell’Istituto di previdenza sociale di Cagliari, Antonio Gatani.
«Trovo davvero fuori da ogni logica che un privato cittadino – spiega Antonio Succu – sia costretto a chiedere l’intervento di un amministratore locale e della stampa per vedersi riconosciuto un sacrosanto diritto. Le lungaggini burocratiche, i ritardi, le difficoltà a contattare gli uffici Inps di Macomer e Nuoro sono state inaccettabili. Specie perché c’era di mezzo un bimbo. Comprendo che la pandemia e le conseguenti restrizioni abbiano rallentato e reso più complicata la normale attività degli sportelli. Allo stesso tempo non giustifico il modus operandi dell’ente che si occupa proprio di previdenza sociale. A due anni dall’inizio dell’emergenza sanitaria, non devono e non possono più esserci alibi».
«A mio avviso – prosegue il sindaco – sarebbe necessario un cambio di passo. Bisognerebbe mutare l’impostazione del lavoro a livello nazionale, regionale e provinciale. Le necessità degli utenti devono trovare risposte certe e immediate, cominciando dalla comunicazione. Prenotare un appuntamento o ottenere informazioni deve essere semplice e non complicato, come purtroppo accade ora. Occorre poter parlare direttamente con un operatore e non con una voce guida. Bisogna accorciare le distanze. Non tutti hanno dimestichezza col pc. La maggior parte dei pensionati più anziani trova difficile scaricare un’app o persino inviare una mail. Sono convinto – conclude Antonio Succu – che con un pizzico di attenzione in più, si potrebbe garantire un miglior servizio alla comunità».
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