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Aiuti ai bimbi ucraini Paolo Tedone pronto a mettersi in viaggio

Aiuti ai bimbi ucraini Paolo Tedone pronto a mettersi in viaggio

TORTOLÌ. Prosegue senza sosta l’azione di volontariato di Paolo Tedone, 66 anni, luogotenente dell’Esercito in pensione (ha comandato la postazione militare di Capo Bellavista ad Arbatax), da quattro...

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TORTOLÌ. Prosegue senza sosta l’azione di volontariato di Paolo Tedone, 66 anni, luogotenente dell’Esercito in pensione (ha comandato la postazione militare di Capo Bellavista ad Arbatax), da quattro decenni in Ogliastra. Nel 1993, in seguito al dramma della popolazione della regione di Gomel (Bielorussia) che venne raggiunta dalle radiazioni di Chernobyl, da membro del comitato nazionale Anpas e della commissione solidarietà internazionale nella stessa Associazione, iniziò a organizzare i “viaggi-soggiorno della salute” in Sardegna per bambini e ragazzini della zona di Gomel. Con l’Alpherat Regulus, l’associazione di volontari della Protezione civile che ha fondato e che presiede, ora intende dare un aiuto anche ai profughi dell’Ucraina, in particolare i bambini. Ma chiede un aiuto ai comuni ogliastrini, ad associazioni e privati.

«Grazie all’attività di volontariato che mi ha portato a compiere, in circa 28 anni, un numero impressionante di viaggi in Bielorussia – afferma Paolo Tedone – un’associazione di Roma mi ha offerto tantissima roba (vestiario, cibo e medicinali) per bambini ucraini da riuscire a trasportare fino ai confini di questa nazione con la Polonia e la Romania. Si tratta di riuscire a trovare i fondi per prendere a nolo due grandi furgoni e riuscire a coprire le spese vive per due autisti volontari per furgone. Il viaggio per arrivare durerà poco più di un giorno e mezzo».

Per contatti, si può chiamare al 329-0647863. Tedone conta molto sul gran cuore dell’Ogliastra, così come avvenne con i “viaggi-soggiorno della salute” in Sardegna per bambini e ragazzini della zona di Gomel: solo dal 1994 al 1996 riuscii a portare nell’isola 12mila bambini che furono ospiti di migliaia di famiglie sarde.

«Vedere quanto sta accadendo in Ucraina – sottolinea il presidente dell’associazione Alpherat Regulus – strazia il cuore. Fra la marea di profughi in fiuga dalla nazione sotto attacco russo, ci sono anche un numero impressionante di bambini, costretti anche a lunghe camminate, con temperature polari, per cercare di raggiungere il confine. Non possiamo stare a guardare: devo riuscire ad arrivare con i due furgoni carichi di roba per loro». (l.cu.)

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