Fisiatria riapre a Macomer ma solo un giorno su sette
di Alessandra Porcu
L’ambulatorio di nuovo in funzione in attesa della nomina di uno specialista Il dg dell’Asl Paolo Cannas: «Una soluzione temporanea per le emergenze»
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MACOMER. L’ambulatorio di fisiatria del Distretto socio-sanitario di Macomer sarà nuovamente operativo. A darne notizia è il direttore generale della Assl di Nuoro, Paolo Cannas. «Proprio ieri mattina – dice – ho disposto il ripristino dell’attività per almeno un giorno alla settimana, a partire dalla prossima. Si tratta di un provvedimento temporaneo in grado comunque di fornire agli utenti ausili protesici quali letti antidecubito, deambulatori o quant’altro sia necessario». Strumenti che finora, in mancanza del fisiatra e della prescrizione obbligatoria, non potevano essere distribuiti in alcun modo.
Ora si aspetta il passo successivo: ossia la nomina del medico che quotidianamente potrà visitare e assistere i pazienti. «Siamo consapevoli del fatto che la carenza di camici bianchi non semplificherà l’iter – sottolinea il direttore del Distretto macomerese, Maria Giovanna Porcu –. Confidiamo, allo stesso tempo, che si riesca quanto prima a raggiungere l’obiettivo. Ci stiamo adoperando tutti, il direttore generale Cannas in primis, per garantire continuità ed efficienza al poliambulatorio di Nuraghe Ruiu. Ripristinare il servizio di fisiatria, sebbene non a pieno regime, è già di per sé un segnale positivo. Comprendiamo le difficoltà dei cittadini, specie se anziani e affetti da patologie importanti. Posso promettere che ci impegneremo, anche d’intesa con i sindaci del Marghine, per rimettere al centro il malato».
Richiesta che associazioni e comitati spontanei, sparsi in tutta l’isola, rivendicano da tempo. «Consideriamo il Distretto macomerese – specifica il numero uno della Assl barbaricina – un avamposto strategico. Una struttura intermedia fra il territorio e il capoluogo della provincia. Esistono diversi progetti, a cominciare dalla telemedicina – spiega Paolo Cannas –. Sarà rivolto agli over 65 che soffrono di malattie croniche. Diabetici e cardiopatici, ad esempio, potranno essere visitati “a distanza” e monitorati costantemente grazie all’impiego di personale specializzato e tecnologie all’avanguardia».
Visione condivisa da Silvia Cadeddu, presidente del Comitato del Distretto socio-sanitario di Macomer. «Come ho già avuto occasione di ribadire – sottolinea Cadeddu – credo ci siano le basi per ricostruire. Il depotenziamento di alcuni servizi e lo smantellamento di altri hanno messo in ginocchio l’intero sistema. È tempo di agire. Di rispondere ai bisogni delle popolazioni. Bene la ripresa delle attività dell’ambulatorio di fisiatria, ma auspichiamo quanto prima la nomina di uno specialista».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ora si aspetta il passo successivo: ossia la nomina del medico che quotidianamente potrà visitare e assistere i pazienti. «Siamo consapevoli del fatto che la carenza di camici bianchi non semplificherà l’iter – sottolinea il direttore del Distretto macomerese, Maria Giovanna Porcu –. Confidiamo, allo stesso tempo, che si riesca quanto prima a raggiungere l’obiettivo. Ci stiamo adoperando tutti, il direttore generale Cannas in primis, per garantire continuità ed efficienza al poliambulatorio di Nuraghe Ruiu. Ripristinare il servizio di fisiatria, sebbene non a pieno regime, è già di per sé un segnale positivo. Comprendiamo le difficoltà dei cittadini, specie se anziani e affetti da patologie importanti. Posso promettere che ci impegneremo, anche d’intesa con i sindaci del Marghine, per rimettere al centro il malato».
Richiesta che associazioni e comitati spontanei, sparsi in tutta l’isola, rivendicano da tempo. «Consideriamo il Distretto macomerese – specifica il numero uno della Assl barbaricina – un avamposto strategico. Una struttura intermedia fra il territorio e il capoluogo della provincia. Esistono diversi progetti, a cominciare dalla telemedicina – spiega Paolo Cannas –. Sarà rivolto agli over 65 che soffrono di malattie croniche. Diabetici e cardiopatici, ad esempio, potranno essere visitati “a distanza” e monitorati costantemente grazie all’impiego di personale specializzato e tecnologie all’avanguardia».
Visione condivisa da Silvia Cadeddu, presidente del Comitato del Distretto socio-sanitario di Macomer. «Come ho già avuto occasione di ribadire – sottolinea Cadeddu – credo ci siano le basi per ricostruire. Il depotenziamento di alcuni servizi e lo smantellamento di altri hanno messo in ginocchio l’intero sistema. È tempo di agire. Di rispondere ai bisogni delle popolazioni. Bene la ripresa delle attività dell’ambulatorio di fisiatria, ma auspichiamo quanto prima la nomina di uno specialista».
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