Siniscola, bimbi in corteo per dire “No” alla guerra
Ieri mattina la manifestazione degli studenti dell’Istituto comprensivo n° 1 Cartelloni con disegni e lettere per condannare l’invasione russa in Ucraina
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SINISCOLA. Un simbolo “umano” della pace per dire “No” alla guerra. Gli studenti dell’istituto comprensivo n. 1 di Siniscola, ieri hanno manifestato nel cortile della scuola contro l’invasione della Russia nei territori dell’Ucraina. L’eco dei bombardamenti e arrivata fino alle aule della cittadina baroniese, ed è stato un fioccare di lettere, disegni con i quali gli scolari hanno voluto dimostrare la solidarietà a tutti i bambini vittime di guerra. Per loro, però, è stato anche un modo per esorcizzare le ansie e le preoccupazioni che, seppur da lontano, stanno vivendo quotidianamente.
Così, si sono armati di carta e penna e, immedesimandosi nei loro coetanei ucraini, hanno racchiuso in un foglio tutte le angosce di chi si trova a vivere sotto i bombardamenti. Poi si sono rivolti a Putin con l’intento di chiedergli di porre fine, quanto prima, agli attacchi.
«Presidente – inizia la missiva a firma di Viola della 3 B – perché vuoi la guerra se non la fai tu, ma mandi i tuoi soldati? Se continui così l’Ucraina si disintegrerà e tu non la vorrai più. Avrai fatto tutto questo per niente. Putin – aggiunge la scolara – tu non hai occhi per i cuori dei bambini che piangono. Ti stai comportando da bambino e non meriti di essere il capo». Parole semplici ma dirette, stampate sui cartelloni che hanno colorato il cortile della scuola. Frasi scritte perché giungano all’obiettivo senza dover superare barriere. Originale il pensiero di Paola, che alla stregua della sua compagna di classe, si è rivolta al presidente russo consigliandosi di provare a mettersi nei panni dei bambini per riprendere ad essere felice. «Fai Pace – aggiunge la bambina di 8 anni – sii saggio per tutto il mondo». C’è anche Nicolas che nel suo messaggio scritto su cartoncino giallo ha voluto ricordare il dramma di tanti innocenti.
La manifestazione organizzata nella scuola primaria di Siniscola ha colto nel segno. Gli alunni delle terze, che avevano iniziato a parlare in classe della guerra in Ucraina, avevano sollecitato con mille perché le loro insegnanti, che hanno poi proposto l’iniziativa alla dirigente scolastica, Antonella Piredda. L’evento è stato accolto e sostenuto con grande entusiasmo. Per gli alunni, quello di ieri, è stato un momento di crescita perché hanno potuto parlare di ciò che sta accadendo, e abbracciare una dimensione condivisa con i coetanei d’oltreconfine. Un confine che loro, vista la profondità dei messaggi, sentono solo virtuale. (k.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Così, si sono armati di carta e penna e, immedesimandosi nei loro coetanei ucraini, hanno racchiuso in un foglio tutte le angosce di chi si trova a vivere sotto i bombardamenti. Poi si sono rivolti a Putin con l’intento di chiedergli di porre fine, quanto prima, agli attacchi.
«Presidente – inizia la missiva a firma di Viola della 3 B – perché vuoi la guerra se non la fai tu, ma mandi i tuoi soldati? Se continui così l’Ucraina si disintegrerà e tu non la vorrai più. Avrai fatto tutto questo per niente. Putin – aggiunge la scolara – tu non hai occhi per i cuori dei bambini che piangono. Ti stai comportando da bambino e non meriti di essere il capo». Parole semplici ma dirette, stampate sui cartelloni che hanno colorato il cortile della scuola. Frasi scritte perché giungano all’obiettivo senza dover superare barriere. Originale il pensiero di Paola, che alla stregua della sua compagna di classe, si è rivolta al presidente russo consigliandosi di provare a mettersi nei panni dei bambini per riprendere ad essere felice. «Fai Pace – aggiunge la bambina di 8 anni – sii saggio per tutto il mondo». C’è anche Nicolas che nel suo messaggio scritto su cartoncino giallo ha voluto ricordare il dramma di tanti innocenti.
La manifestazione organizzata nella scuola primaria di Siniscola ha colto nel segno. Gli alunni delle terze, che avevano iniziato a parlare in classe della guerra in Ucraina, avevano sollecitato con mille perché le loro insegnanti, che hanno poi proposto l’iniziativa alla dirigente scolastica, Antonella Piredda. L’evento è stato accolto e sostenuto con grande entusiasmo. Per gli alunni, quello di ieri, è stato un momento di crescita perché hanno potuto parlare di ciò che sta accadendo, e abbracciare una dimensione condivisa con i coetanei d’oltreconfine. Un confine che loro, vista la profondità dei messaggi, sentono solo virtuale. (k.s.)
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