Satta e UniNuoro, il Tar prende tempo
Nessuna sospensiva sulle nomine dei commissari: si discuterà nel merito a dicembre, ma allora non saranno più in carica
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NUORO. Il Tar discuterà solo a dicembre il ricorso del Comune capoluogo contro la Regione, che ha deciso di sciogliere i consorzi Satta e UniNuoro e portarli sotto la propria gestione. Nella prima udienza di ieri non si è avuto da parte dei giudici l’atteso provvedimento di sospensiva, che avrebbe permesso di bloccare gli effetti delle norme, in attesa del pronunciamento sul merito. Tutto sarà deciso a dicembre. Ma con un possibile intralcio rispetto all’azione complessiva intentata dal Comune. Il ricorso al Tar infatti parte dalla contestazione dell’incongruenza della nomina dei commissari liquidatori, all’interno della denuncia dell’illegittimità delle due norme, lesive delle prerogative del Comune e della Provincia, enti sinora titolari dei due consorzi. Ma quando il giudice entrerà nel merito, i due funzionari nominati a dicembre dalla Regione non saranno più in carica. Il loro mandato, infatti, ha una durata di sei mesi, ossia il tempo stabilito per mettere in pratica le procedure di liquidazione e la nascita delle fondazioni. Il primo pronunciamento del tribunale è arrivato a Nuoro nelle immediatezze della conclusione dell’udienza. Almeno nelle apparenze, per il sindaco Andrea Soddu nessuna decisione che non si potesse mettere nel conto o che sia condizionante per il riconoscimento delle ragioni dell’amministrazione: «Non è stata rigettata la richiesta di sospensiva, in quanto non è stata sostanzialmente trattata», ha spiegato Soddu. «Per il Comune e le sue aspettative – ha aggiunto – non cambia nulla».
Diversa la lettura sul primo atto del tribunale cagliaritano da parte dell’opposizione in Consiglio comunale. Il Pd Carlo Prevosto: «Il fatto che non sia stata accordata la sospensiva dei provvedimenti legati alle due norme – ha commentato – sta a significare che i giudici non hanno ravvisato quel pericolo di danno al Comune evidenziato nel ricorso. Anzi – ha continuato Prevosto – il primo pronunciamento dei giudici amministrativi mi fa pensare che già da ora non abbiamo ravvisato illegittimità nelle norme approvate dal Consiglio regionale». Il contenzioso tra Comune e Regione affonda le radici nella soluzione istituzionale che la Regione ha inteso dare per il futuro dei due consorzi nuoresi, commissariati da oltre un decennio.
A maggio dell’anno scorso la prima norma, che ha stabilito la nascita di due fondazioni sostitutive, a guida regionale, ma con un posto nel consiglio di amministrazione per Comune e Provincia. La norma è stata contestata dall’amministrazione Soddu, ritenendo l’atto della Regione lesivo delle prerogative e, in particolare, delle funzioni in materia di pubblica lettura dei due enti locali, soci dei consorzi sin dalla loro creazione. La risposta della Regione è stata, a novembre, un’accelerazione delle procedure, con la nomina dei commissari liquidatori. Ultimo atto che ha portato l’amministrazione Soddu a rompere gli indugi, dare l’incarico a tre legali e presentare il ricorso. Tra le richieste al Tar anche la proposizione di un giudizio incidentale presso la Corte costituzionale, per una valutazione sulla legittimità delle due norme.
La contesa istituzionale si è trascinata dietro anche una polemica politica, tra i contrari e i fautori della scelta della Regione. Tra questi ultimi il consigliere regionale del Pd, Roberto Deriu. Ieri dopo la prima udienza ha commentato: «Da una parte sono molto felice che il sistema giudiziario funzioni così bene, dall’altra – ha continuato – sono molto triste che la città sia affidata a mani così poco accorte». (f.p.)
Diversa la lettura sul primo atto del tribunale cagliaritano da parte dell’opposizione in Consiglio comunale. Il Pd Carlo Prevosto: «Il fatto che non sia stata accordata la sospensiva dei provvedimenti legati alle due norme – ha commentato – sta a significare che i giudici non hanno ravvisato quel pericolo di danno al Comune evidenziato nel ricorso. Anzi – ha continuato Prevosto – il primo pronunciamento dei giudici amministrativi mi fa pensare che già da ora non abbiamo ravvisato illegittimità nelle norme approvate dal Consiglio regionale». Il contenzioso tra Comune e Regione affonda le radici nella soluzione istituzionale che la Regione ha inteso dare per il futuro dei due consorzi nuoresi, commissariati da oltre un decennio.
A maggio dell’anno scorso la prima norma, che ha stabilito la nascita di due fondazioni sostitutive, a guida regionale, ma con un posto nel consiglio di amministrazione per Comune e Provincia. La norma è stata contestata dall’amministrazione Soddu, ritenendo l’atto della Regione lesivo delle prerogative e, in particolare, delle funzioni in materia di pubblica lettura dei due enti locali, soci dei consorzi sin dalla loro creazione. La risposta della Regione è stata, a novembre, un’accelerazione delle procedure, con la nomina dei commissari liquidatori. Ultimo atto che ha portato l’amministrazione Soddu a rompere gli indugi, dare l’incarico a tre legali e presentare il ricorso. Tra le richieste al Tar anche la proposizione di un giudizio incidentale presso la Corte costituzionale, per una valutazione sulla legittimità delle due norme.
La contesa istituzionale si è trascinata dietro anche una polemica politica, tra i contrari e i fautori della scelta della Regione. Tra questi ultimi il consigliere regionale del Pd, Roberto Deriu. Ieri dopo la prima udienza ha commentato: «Da una parte sono molto felice che il sistema giudiziario funzioni così bene, dall’altra – ha continuato – sono molto triste che la città sia affidata a mani così poco accorte». (f.p.)
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