Università, sogni e lezioni: «Ma la politica resti fuori»
di Alessandro Mele
La vita nell’ateneo mentre Comune e Regione si fanno la guerra davanti al Tar «La situazione è tranquilla, abbiamo ripreso le attività, siamo in un’isola felice»
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NUORO. «Seguiamo con attenzione le vicende legate ai contrasti tra Comune di Nuoro e Regione sul controllo dell’università, ma viviamo la nostra esperienza con serenità». Mentre la politica “discute” nelle aule del Tar se l’ateneo del centro Sardegna debba essere consorzio o fondazione, in quelle universitarie si è creata una vera e propria bolla di positività, una bolla che lascia fuori qualsiasi diatriba “partitica”. Dopo due anni segnati dalla pandemia di Covid e dagli improvvisi cambiamenti nello scenario universitario locale, gli studenti puntano ancora dritto verso il loro grande obiettivo di sempre: formarsi per costruire la classe dirigente del domani. «Finalmente facciamo lezione in presenza – commenta Valeria Mura, 23 anni di Ottana, studentessa in Scienze dei servizi giuridici – e anche gli esami, ci è stato detto, presto torneranno a essere svolti in loco anche se il mese scorso li abbiamo sostenuti ancora nella modalità a distanza. Non vivo preoccupazioni rispetto alle questioni politiche sul controllo di UniNuoro, l’importante è che sia sempre garantito il diritto allo studio». Anche i servizi offerti allo studente dal mondo universitario sono tornati alla tanto attesa normalità: «È ripreso tutto normalmente – dice Raja El Amrani, studentessa marocchina di 31 anni – e viviamo un’esperienza più che tranquilla. I servizi della struttura universitaria come la biblioteca e le segreterie sono tutti attivi e noi siamo felici di vivere la comunità universitaria appieno soprattutto dopo la pandemia. Vorremmo che anche i docenti venissero a fare lezione a Nuoro, per ora li seguiamo in aula ma da un pc». Il corso di Scienze forestali e ambientali ha la sua sede distaccata a Sa terra mala: «Speriamo di poter proseguire le lezioni che siamo felici di aver ripreso da poco – afferma la rappresentante degli studenti di Scienze forestali Izabela Porcu, 27 anni di Villanova Strisaili –. Ci auguriamo che le promesse fatte siano rispettate soprattutto nello scongiurare nuove chiusure. Se un passaggio di gestione di UniNuoro ci deve essere, deve essere indolore. Come studenti, in questi giorni, siamo preoccupati che il caro benzina incida in negativo sulla presenza dei pendolari a lezione e su quella dei docenti in aula». Ancora Mara Mameli, 20 anni di Loiri, altra rappresentante degli studenti: «La vita universitaria resta un’isola felice rispetto all’esterno. Al corso di Scienze forestali viviamo di nuovo appieno i nostri spazi – commenta – anche se la preoccupazione sulle sorti della nostra università c’è. Anche le famiglie sono preoccupate soprattutto dopo i tanti sacrifici fatti per farci studiare». Un’eventuale chiusura del corso di Scienze infermieristiche in città potrebbe incidere sulla qualità dei tirocini riservati agli studenti: «Io mi sto per laureare ma sono preoccupata del fatto che studenti degli altri due anni abbiano difficoltà a fare i tirocini. Io – commenta Gianna Nieddu, nuorese e laureanda 24enne in Scienze infermieristiche – l’ho fatto al San Francesco ed è stata un’esperienza di altissimo livello. Per quanto ci riguarda le lezioni si svolgono online ma è normale che sia così dopo il Covid. Per me è una novità positiva, una svolta nel mondo dell’istruzione accademica». Martina Mattana, 21 anni di Nuoro, studentessa nel corso dedicato alla progettazione di itinerari turistici: «Il microcosmo universitario si è ricompattato in un ambiente sereno, adesso viviamo nella tranquillità rispetto alla situazione esterna. Ma se questa dovesse precipitare, potrebbe incidere anche sul nostro rendimento accademico in termini di ansie e prestazioni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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