Arbatax, truffa milionaria «Vendita fittizia di yacht»
di Lamberto Cugudda
Cinque denunciati dopo l’operazione “Five sisters” della guardia di finanza Nel fascicolo aperto dal procuratore Mazzeo sono diverse le società coinvolte
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ARBATAX. È stata denominata “Five sisters” (cinque sorelle) l’ Operazione della tenenza della Guardia di finanza di Arbatax e della Procura di Lanusei, guidata da Biagio Mazzeo, che ha portato alla scoperta di quella che viene definita una truffa milionaria legata alla fittizia compravendita di yachts, Gli indagati sono cinque. La denuncia era partita da una importante società di leasing con sede a Milano: nella truffa sarebbero coinvolte società e imprese di Milano, Bergamo e Trani. L’articolata operazione di polizia giudiziaria, che è stata denominata “Five sisters”, durata circa due anni, è stata portata avanti dalle fiamme gialle della tenenza di Arbatax sotto la direzione del procuratore della Repubblica di Lanusei, Biagio Mazzeo, ha portato alla disarticolazione di quella che viene definita un’organizzazione di soggetti giuridici, tra rappresentanti legali e tecnici, operanti in diverse regioni.
L’organizzazione, come è stato spiegato, sarebbe stata volta «al perseguimento di una truffa legata alla fittizia compravendita di una flotta di natanti di lusso, completi di motori, destinati all’attività commerciale nelle coste dell’Ogliastra, per una valore complessico di 861.124euro, nonché di tre stampi per la costruzione di uno scafo denominato “House Boat Luxury” per un valore di 284mila euro».
Su delega del procuratore Mazzeo, gli uomini della tenenza della Gdf di Arbatax hanno concentrato le indagini su alcune società con precedenti specifici in materia penale, fiscale e fallimentare, una delle quali presente nel territorio ogliastrino, pare operante nel settore nautico. Dalle attività sarebbero così emersi elementi concreti, riconducibili a illecite condotte, poste in essere da diverse persone in concorso fra loro, con emissione di fatture e documenti di trasporto per operazioni inesistenti. Dal controllo incrociato delle informazioni acquisite in tutta Italia, dalle perquisizioni, dai sequestri, dalle dichiarazioni di persone informate sui fatti, e anche dai dati presenti nei computer della società ogliastrina (effettuata dal perito forense della tenenza di Arbatax), sarebbero così emerse le responsabilità dei cinque indagati. Ricondicibili direttamente e indirettamente alle società che, in concorso fra loro, simulavano la compravendita dei natanti di lusso, per ottenere illegittimanente da parte di una società che opera a livello internazionale e che non ha ricevuto il corrispettivo dovuto. “Five sisters” ha così portato al deferimento di cinque persone con l’accusa di concorso in truffa ed emissione di fatture inesistenti «nonché l’avvio di attività orientate all’accertamento dell’insolvenza di una società del settore nautico, operante in Ogliastra, destinataria dei beni oggetto della truffa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’organizzazione, come è stato spiegato, sarebbe stata volta «al perseguimento di una truffa legata alla fittizia compravendita di una flotta di natanti di lusso, completi di motori, destinati all’attività commerciale nelle coste dell’Ogliastra, per una valore complessico di 861.124euro, nonché di tre stampi per la costruzione di uno scafo denominato “House Boat Luxury” per un valore di 284mila euro».
Su delega del procuratore Mazzeo, gli uomini della tenenza della Gdf di Arbatax hanno concentrato le indagini su alcune società con precedenti specifici in materia penale, fiscale e fallimentare, una delle quali presente nel territorio ogliastrino, pare operante nel settore nautico. Dalle attività sarebbero così emersi elementi concreti, riconducibili a illecite condotte, poste in essere da diverse persone in concorso fra loro, con emissione di fatture e documenti di trasporto per operazioni inesistenti. Dal controllo incrociato delle informazioni acquisite in tutta Italia, dalle perquisizioni, dai sequestri, dalle dichiarazioni di persone informate sui fatti, e anche dai dati presenti nei computer della società ogliastrina (effettuata dal perito forense della tenenza di Arbatax), sarebbero così emerse le responsabilità dei cinque indagati. Ricondicibili direttamente e indirettamente alle società che, in concorso fra loro, simulavano la compravendita dei natanti di lusso, per ottenere illegittimanente da parte di una società che opera a livello internazionale e che non ha ricevuto il corrispettivo dovuto. “Five sisters” ha così portato al deferimento di cinque persone con l’accusa di concorso in truffa ed emissione di fatture inesistenti «nonché l’avvio di attività orientate all’accertamento dell’insolvenza di una società del settore nautico, operante in Ogliastra, destinataria dei beni oggetto della truffa».
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