tentato omicidio
Aveva colpito l’avversario con una roncola: via alla discussione
NUORO. Il giudice lo ha voluto sentire ancora una volta per ricostruire meglio la dinamica dell’aggressione. Ieri davanti al gup Giovanni Angelicchio, al processo con rito abbreviato, a carico di...
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NUORO. Il giudice lo ha voluto sentire ancora una volta per ricostruire meglio la dinamica dell’aggressione. Ieri davanti al gup Giovanni Angelicchio, al processo con rito abbreviato, a carico di Marco Zola, 31 anni di Galtellì, accusato di tentato omicidio, minacce e atti persecutori, è comparso Riccardo Sanna, che il 18 febbraio 2019 era stato aggredito dall’imputato. Il giovane ha raccontato di essere arrivato in un parco, vicino al paese, per raggiungere la fidanza, il fratello e alcuni amici. Non aveva notato la presenza del furgone dell’imputato che, all’improvviso era apparso brandendo una roncola, e gli si sarebbe scagliato contro, cercando di colpirlo alla testa. Ne era nata una colluttazione: Sanna per parare i colpi di Zola, avrebbe cercato di difendersi coprendosi con le braccia, ma sarebbe riuscito a far cadere a terra il suo avversario. Poi in suo aiuto era arrivato il fratello Massimo che aveva allontanato l’arma dall’imputato. Riccardo Sanna, aveva riportato ferite da taglio sulla mano, guaribili in 5 giorni. Secondo il pm Belfiori, l’imputato, difeso dall’avvocato Antonello Cucca, avrebbe aggredito la persona offesa perché geloso della sua relazione con Maria Francesca Arrigo, a sua volta vittima perché sarebbe stata minacciata e molestata da Zola.
Dopo essere fuggito dal parco, il giorno stesso dell’aggressione, l’imputato aveva inviato minacce di morte al telefonino di Massimo Sanna, scrivendogli: «Non uscire di casa per andare a lavorare, perché prendo il fucile e vengo a spararti». Riccardo e Massimo Sanna, insieme a Maria Francesca Arrigo si spno costituiti parte civile con l’avvocata Emilia Fois. Il 12 aprile è prevista la discussione. (k.s.)
Dopo essere fuggito dal parco, il giorno stesso dell’aggressione, l’imputato aveva inviato minacce di morte al telefonino di Massimo Sanna, scrivendogli: «Non uscire di casa per andare a lavorare, perché prendo il fucile e vengo a spararti». Riccardo e Massimo Sanna, insieme a Maria Francesca Arrigo si spno costituiti parte civile con l’avvocata Emilia Fois. Il 12 aprile è prevista la discussione. (k.s.)
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