Sit-in dei pastori in prefettura
di Francesco Pirisi
Il sistema informatico regionale non va e 300 aziende non ricevono i premi. Rotondi: segnalerò il caso
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NUORO. Il sistema informatico fa le “bizze” e 300 allevatori della provincia non ricevono il premio unico dalla Regione. Una delegazione di allevatori ieri ha illustrato il problema al prefetto Luca Rotondi e chiesto un suo intervento, affinché si arrivi a una soluzione. Per rimarcare lo stato di sofferenza della categoria, il prefetto si è visto consegnare anche un vaso con dentro le chiavi e i libri contabili delle aziende: «Perché se non ci saranno, saremo costretti ad abbandonarle», hanno spiegato i pastori. Intervento che, peraltro, il rappresentante del governo ha garantito: «Farò da subito le opportune interlocuzioni. Nel tempo che sono a Nuoro – ha spiegato – ho ricevuto altre doglianze per problematiche della stessa natura».
Promotore dell’iniziativa la Coldiretti provinciale Nuoro-Ogliastra, che ha capeggiato il sit-in di una cinquantina di produttori davanti al palazzo di via Deffenu. La grana informatica interessa 300 aziende, distribuite tra Sarcidano, Barbagia di Seulo, Ogliastra e Baronia, oltreché nel circondario del capoluogo. Le domande del premio unico dei produttori hanno subito uno “stop” negli uffici di Argea, l’ente pagatore della Regione. L’inconveniente nasce dal fatto che il sistema informatico non riconosce (o sovrappone) dei mappali, con la conseguenza di non poterli leggere e inserirli così nel monte aziendale, sul quale viene computato il premio unico. «L’incongruenza è appunto alla base del blocco delle domande di diversi allevatori, che hanno già maturato il diritto», ha spiegato al prefetto Alessandro Serra, direttore della Coldiretti provinciale. Ieri un conto veloce ha portato a quantificare in circa 600mila euro il solo credito vantato dai 50 allevatori presenti alla manifestazione, alcuni dei quali debbono incassare anche tre annualità del contributo. Ma non sono di molto inferiori, in percentuale, le spettanze degli altri 250 produttori, le cui domande sono rimaste incastrate tra gli ingranaggi del sistema informatico.
«Cavilli, difficoltà legate alla farraginosità, informatica e no, delle operazioni d’istruzione delle domande – ha aggiunto il direttore Serra – che hanno l’effetto di rendere complicata la vita di molte delle nostre aziende, in un tempo già difficile per altri motivi». Serra, nel chiedere l’intervento del prefetto, ha spiegato come e perché il problema può essere risolto: «Si tratta di mettere in atto le azioni – ha detto – che nel periodo scorso hanno consentito di liquidare la pratica dell’allevatore Stefano Arzu, di Talana, ferma per le stesse noie informatiche. Se la politica e la burocrazia in quell’occasione – ha proseguito Serra – sono state decisive, lo potranno essere anche nella soluzione della problematica di questo nutrito gruppo di aziende, visto e considerato che l’incongruenza tecnica è identica».
La vertenza avviata dalla Coldiretti è di quelle da giocare sul tamburo, senza lungaggini. Tanto che già ieri dirigenti e soci si sono dati appuntamento per un nuovo presidio davanti alla Prefettura, se le soluzioni non dovessero arrivare. Il disguido, che ha portato alla stagnazione delle pratiche del premio unico della Regione, si verifica nel momento in cui le domande del premio passano dal Caa, il Centro di assistenza agricola, della Coldiretti, ad Argea, che le deve istruire. Il tecnico Caa, Maurizio Bellu: «Quando sono in ballo mappali condivisi, soprattutto di terre comunali – spiega – le superfici che spettano alle diverse aziende, mentre sono chiare e identificabili nei nostri modelli, non lo sono più alla lettura dei tecnici di Argea. Di per sé l’incongruenza non dovrebbe presentarsi – aggiunge Bellu – ma, invece, si verifica da un paio di anni».
Coldiretti, anche davanti al prefetto, ha evidenziato che il caso dei ritardi nel pagamento del premio unico viene a cadere in un momento di particolare difficoltà per il comparto agro-zootecnico: «Le nostre aziende – ha evidenziato il presidente Leonardo Salis – sono alle prese con rincari anche del 100 per cento sui costi di energia, carburante ed mangimi. Qualche azienda potrebbe non riuscire a sopravvivere».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Promotore dell’iniziativa la Coldiretti provinciale Nuoro-Ogliastra, che ha capeggiato il sit-in di una cinquantina di produttori davanti al palazzo di via Deffenu. La grana informatica interessa 300 aziende, distribuite tra Sarcidano, Barbagia di Seulo, Ogliastra e Baronia, oltreché nel circondario del capoluogo. Le domande del premio unico dei produttori hanno subito uno “stop” negli uffici di Argea, l’ente pagatore della Regione. L’inconveniente nasce dal fatto che il sistema informatico non riconosce (o sovrappone) dei mappali, con la conseguenza di non poterli leggere e inserirli così nel monte aziendale, sul quale viene computato il premio unico. «L’incongruenza è appunto alla base del blocco delle domande di diversi allevatori, che hanno già maturato il diritto», ha spiegato al prefetto Alessandro Serra, direttore della Coldiretti provinciale. Ieri un conto veloce ha portato a quantificare in circa 600mila euro il solo credito vantato dai 50 allevatori presenti alla manifestazione, alcuni dei quali debbono incassare anche tre annualità del contributo. Ma non sono di molto inferiori, in percentuale, le spettanze degli altri 250 produttori, le cui domande sono rimaste incastrate tra gli ingranaggi del sistema informatico.
«Cavilli, difficoltà legate alla farraginosità, informatica e no, delle operazioni d’istruzione delle domande – ha aggiunto il direttore Serra – che hanno l’effetto di rendere complicata la vita di molte delle nostre aziende, in un tempo già difficile per altri motivi». Serra, nel chiedere l’intervento del prefetto, ha spiegato come e perché il problema può essere risolto: «Si tratta di mettere in atto le azioni – ha detto – che nel periodo scorso hanno consentito di liquidare la pratica dell’allevatore Stefano Arzu, di Talana, ferma per le stesse noie informatiche. Se la politica e la burocrazia in quell’occasione – ha proseguito Serra – sono state decisive, lo potranno essere anche nella soluzione della problematica di questo nutrito gruppo di aziende, visto e considerato che l’incongruenza tecnica è identica».
La vertenza avviata dalla Coldiretti è di quelle da giocare sul tamburo, senza lungaggini. Tanto che già ieri dirigenti e soci si sono dati appuntamento per un nuovo presidio davanti alla Prefettura, se le soluzioni non dovessero arrivare. Il disguido, che ha portato alla stagnazione delle pratiche del premio unico della Regione, si verifica nel momento in cui le domande del premio passano dal Caa, il Centro di assistenza agricola, della Coldiretti, ad Argea, che le deve istruire. Il tecnico Caa, Maurizio Bellu: «Quando sono in ballo mappali condivisi, soprattutto di terre comunali – spiega – le superfici che spettano alle diverse aziende, mentre sono chiare e identificabili nei nostri modelli, non lo sono più alla lettura dei tecnici di Argea. Di per sé l’incongruenza non dovrebbe presentarsi – aggiunge Bellu – ma, invece, si verifica da un paio di anni».
Coldiretti, anche davanti al prefetto, ha evidenziato che il caso dei ritardi nel pagamento del premio unico viene a cadere in un momento di particolare difficoltà per il comparto agro-zootecnico: «Le nostre aziende – ha evidenziato il presidente Leonardo Salis – sono alle prese con rincari anche del 100 per cento sui costi di energia, carburante ed mangimi. Qualche azienda potrebbe non riuscire a sopravvivere».
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