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“Caratzas”: il marchio di origine delle maschere della tradizione

“Caratzas”: il marchio di origine delle maschere della tradizione

OTTANA. Prosegue l’attività del Comune di Ottana diretta a sensibilizzare gli artigiani intagliatori locali a certificare con il marchio ufficiale l’origine delle maschere etniche realizzate dalle...

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OTTANA. Prosegue l’attività del Comune di Ottana diretta a sensibilizzare gli artigiani intagliatori locali a certificare con il marchio ufficiale l’origine delle maschere etniche realizzate dalle loro mani sapienti. «Si informano i signori artigiani – si legge in una nota del Comune – che vogliono certificare le opere realizzate con il marchio “caratzas” secondo il disciplinare a suo tempo approvato e attualmente in vigore che le stesse possono essere certificate mediante la presentazione dei manufatti negli uffici comunali al fine di apporre il relativo marchio che ne attesta l’origine produttiva». Una sorta di imprimatur a denominazione certificata che garantisce il materiale usato, la lavorazione e la provenienza originale delle maschere di boe, merdùle e filonzana. Per ottenere il marchio collettivo le maschere dovranno avere le caratteristiche specifiche riportate nelle schede tecniche del disciplinare produttivo depositato presso la Camera di commercio di Sassari dove a suo tempo si svolse il complesso iter istruttorio e procedurale. Il tutto per proteggere la qualità del prodotto e reprimere speculazioni commerciali e pratiche usurpative. Il percorso disciplinare per ottenere il marchio doc, venne avviato nel 2011 per iniziativa dell’allora sindaco, Gian Paolo Marras, valente scultore e appassionato cultore di maschere, e si concluse poco prima del carnevale 2013. La marchiatura delle prime maschere venne effettuata il 6 febbraio 2013. La maschera con il marchio numero uno venne donata dal sindaco Marras a tziu Totoni Angioi che, il 10 febbraio di quell’anno, compiva 101 anni, simbolo di identità inossidabile pure lui. Da allora la marchiatura è proseguita ogni anno. «In questo modo – sottolinea l’attuale primo cittadino, Franco Saba – vogliamo tutelare non solo un bene materiale e commerciale, quali sono le nostre maschere etniche ma anche un simbolo dell’identità e della cultura etnografica del paese». Le operazioni di marchiatura possono essere fatte presso l’ufficio del segretario comunale. Il marchio, che si chiama “caratzas” (maschere), è, infatti, di proprietà del Comune che ne autorizza l’uso sulla base del rispetto da parte degli artigiani intagliatori di un regolamento approvato dal consiglio comunale. Le maschere indossate da boes, merdules e filonzana, infatti, fanno parte del patrimonio identitario di Ottana e non possono essere contraffate. Il marchio è depositato presso l’ufficio italiano brevetti e marchi del ministero dello Sviluppo economico. La procedura intrapresa dal Comune per salvaguardare le maschere da imitazioni si è conclusa nel 2013. L’evento venne celebrato con un convegno, il 7 febbraio nel dipartimento di Storia e scienze dell’uomo dell’università di Sassari. Il coinvolgimento dell’ateneo fu determinante per avviare il percorso di valorizzazione della storia e delle tradizioni popolari di Ottana. (f.s.)



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