Ovodda scommette sull’archeologia
Il Comune aderisce al percorso dell’associazione “La Sardegna verso l’Unesco”
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OVODDA. «Vogliamo puntare sulle ricchezze archeologiche del nostro territorio che da questo punto di vista ha veramente tanto da regalare in termini di scoperta, perché ancora poco studiato». La vice sindaca e assessora alla Programmazione, cultura e sviluppo Maria Moro ha chiari gli obiettivi dell’amministrazione che rappresenta. Il punto di partenza è la conoscenza delle immense potenzialità che possono arrivare dalla valorizzazione di questo patrimonio, e diventa di fondamentale importanza instillare nella comunità il valore della protezione e conservazione di un tesoro che può diventare un vero e proprio attrattore. Azioni intraprese già con il coinvolgimento dei cantieri Lavoras con il coordinamento della consigliera Elisa Soru per la pulizia di alcuni siti. Ma partire dalle giovani generazioni è il presupposto per progettare un futuro fatto di azioni responsabili, di lungo corso. Il Comune guidato dalla sindaca Ilenia Vacca è infatti tra i protagonisti del percorso che l’associazione “La Sardegna verso l’Unesco” ha costruito per rafforzare il raggiungimento dell’obiettivo del riconoscimento Unesco. Fattore che, secondo l’associazione promotrice «permetterebbe effettivamente di strutturare in maniera capillare una migliore gestione e valorizzazione del grande patrimonio archeologico della Sardegna» ha spiegato la referente dell’associazione Valentina Pistis. Un unicum nel Mediterraneo a testimonianza di una delle civiltà più evolute dell'epoca. Ieri mattina infatti i bambini hanno assistito alla lezione dell’archeologo Nicola Dessì, che ha portato nel grande auditorium della scuola elementare, la sua esperienza e oltre un’ora di curiosità sul patrimonio archeologico sardo, ben rappresentato nelle gigantografie che hanno fatto da sfondo alla lezione, e che compongono la mostra fotografica che rimarrà aperta al pubblico fino al 25 marzo. La tappa ovoddese infatti chiude il primo ciclo di incontri con le scuole dell’isola chiamato “Io apro all’Unesco” e che ha portato in ogni appuntamento, oltre alla possibilità di visitare la mostra, anche un diretto coinvolgimento degli studenti. Una mostra che ha attraversato la Sardegna, con tappa anche a Milano, e che attira quanto per la bellezza degli scatti, quanto per l'importanza dei soggetti raffigurati: nuraghi, tombe dei giganti, domus de janas delle località più significative e conosciute dell'isola. «Registriamo una sempre maggiore consapevolezza da parte dei sardi per il proprio patrimonio archeologico – ha spiegato Nicola Dessì – motivo di orgoglio e di interesse. Per questo il lavoro nelle scuole è propedeutico alla valorizzazione dei siti archeologici». (m.c.)
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