MARGHINE, DOPO la sentenza del Consiglio di Stato
«Conflitto di interessi al Gal, il presidente deve dimettersi»
di Giulia Serra
MACOMER. Ad una settimana dalla pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato che ha riconosciuto la violazione della normativa sul conflitto d’interessi su due bandi per lo sviluppo rurale del...
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MACOMER. Ad una settimana dalla pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato che ha riconosciuto la violazione della normativa sul conflitto d’interessi su due bandi per lo sviluppo rurale del Gal Marghine, arrivano le prime prese di posizione da parte della politica locale. A chiedere a gran voce le dimissioni del presidente Sergio Sulas e una immediata rielezione degli organi direttivi del Gal è il gruppo Bolotana Futura, formazione a cui fa riferimento l’ex sindaco Francesco Manconi, tornata in campo in vista del prossimo appuntamento elettorale col quale si rinnoverà l’amministrazione bolotanese. «La sentenza riconosce la violazione delle disposizioni sul conflitto d’interesse nell’ambito di due bandi ai quali aveva partecipato il presidente del Gal Sergio Sulas con la sua azienda e un componente del Consiglio di amministrazione – si legge nel documento – evidenziando che, in corso d’opera, è stato modificato l’assetto organizzativo interno del Gal, trasferendo la competenza inerente all’approvazione dei bandi dal Cda al direttore. Tale modifica è avvenuta nel momento in cui erano già stati elaborati il complemento al Piano d’azione ed alcuni bandi di gara, pertanto, già in palese situazione di conflitto d’interesse». «Un fatto gravissimo», di fronte al quale il gruppo ritiene indispensabile un azzeramento del consiglio di amministrazione «al fine di difendere gli interessi pubblici e privati del territorio del Marghine». «Il gruppo Bolotana Futura – si legge nella nota – denuncia questo fatto come un’immorale ed inopportuna gestione del Gal da parte del presidente Sergio Sulas, colpevole di aver perso il senso del dovere che tutti dobbiamo avere verso le istituzioni, evitando di anteporre gli interessi personali di pochi a quelli dell’intera comunità del Marghine, che si vede annullati e revocati i finanziamenti pubblici». Non c’è però solo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato: il documento della formazione politica si sofferma anche sulla nascita, definita tumultuosa, dell’ultimo Gal nel 2016, chiamando in causa l’attuale sindaca di Bolotana Annalisa Motzo, ai tempi presidente uscente dello stesso Gal, e il ruolo svolto da Sulas nell’attuale formazione che amministra Bolotana. Un passaggio della nota è riservato infine alle tristi vicende legate alla cooperativa olearia bolotanese – con il frantoio rimasto fermo nella stagione 2021 – nella quale lo stesso Sulas ha svolto un ruolo di primo piano.
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