La Nuova Sardegna

Nuoro

Bancarotta: condannati due meccanici a Nuoro

di Kety Sanna
Bancarotta: condannati due meccanici a Nuoro

Secondo l’accusa avevano sottratto i libri contabili di un’azienda e trasferito i beni ad un’altra per danneggiare i creditori

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NUORO. Il tribunale collegiale, presieduto da Luisa Rosetti (a latere Claudia Falchi Delitala e Alessandra Ponti), ha pronunciato una sentenza di condanna per due fratelli meccanici di Nuoro, Simone e Gianfranco Brilla, accusati, in qualità di amministratori unici e legali rappresentati di due società, il primo della “Nuorese Veicoli srl”, il secondo della “Carrozzeria Barbagia srl Semplificata”, di aver sottratto libri contabili di una delle aziende allo scopo di procurasi un ingiusto profitto, e recare un pregiudizio ai creditori. Tre anni e 8 mesi la pena inflitta a Simone Brilla, tre anni al fratello. Secondo l’accusa i due meccanici, in un momento di crisi economica, avevano sottratto beni aziendali trasferendoli da una società all’altra. In particolare Simone aveva occultato attrezzature della “Nuorese Veicoli srl” (fallita nel 2019 ndr): macchine da ufficio, impianti elettrici e due autovetture, e le aveva poi cedute alla “Carrozzeria Barbagia” di proprietà del fratello. In questo modo i beni sociali venivano trasferiti ad altro soggetto giuridico, anche dopo la dichiarazione di fallimento, al fine, secondo l’accusa, di ostacolare la procedura fallimentare nella liquidazione dell’attivo della “Nuorese veicoli srl”, danneggiando così i creditori concorsuali. Secondo il pm Ilaria Bradamante, anche Gianfranco Brilla era a conoscenza della “dispersione” del patrimonio sociale da parte del fratello ai danni dei suoi creditori, messa in atto attraverso la cessione dei beni della sua società a quella a lui intestata. La pubblica accusa aveva chiesto al collegio sentenza di condanna per entrambi gli imputati: a 4 anni e mezzo per Simone, e 4 anni per il fratello. La difesa dei Brilla, l’avvocato Antonello Cucca, invece, nel chiederne l’assoluzione aveva sottolineato come tutta la vicenda ruotasse attorno a una fattura, della quale non si conosceva l’importo, relativa alla cessione, nel 2016, di due auto da una società all’altra, la cui rottamazione, però, era stata provata dal Pra, con documenti che erano agli atti del processo. Il difensore aveva, inoltre, ricordato ai giudici che nel corso del dibattimento, durante la testimonianza del curatore fallimentare, fosse emerso che i libri contabili e le fatture della “Nuorese Veicoli srl” erano stati consegnati non solo dagli imputati, ma anche dal consulente dello studio Milillo. Ieri, però, i giudici del collegio hanno sostenuto la tesi dell’accusa, e condannato i due imputati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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