La Nuova Sardegna

Nuoro

Dorgali, 50 anni della coop pastori

di Luca Urgu
Dorgali, 50 anni della coop pastori

L’inizio pionieristico e i 10 milioni di fatturato attuali: la qualità e il gusto in mezzo secolo di storia

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DORGALI. La forza del gruppo si vede nella buona e nella cattiva sorte. E la cooperativa dei pastori di Dorgali che quest’anno festeggia i 50 anni di vita, di stagioni belle e brutte ne ha visto davvero tante, da quell’inizio per certi versi pionieristico datato 1972. Ma sempre anche grazie alla formula del mutuo soccorso si è riusciti a superare le tante criticità che ciclicamente imperversano in un settore – quello zootecnico – che in mezzo secolo ne ha visto di tutti i colori. Oggi grazie anche a management capace e a una base produttiva di 200 soci è tra le prime 20 imprese della provincia di Nuoro forte di un fatturato che supera i 10 milioni di euro. Un’azienda in salute che unisce la tecnologia degli impianti alle risorse umane (35 i dipendenti) e che ogni anno lavora quasi 6 milioni di litri di latte (ovino e caprino) da cui ricava formaggi freschi e stagionati. Trenta tipologie di prodotti diversi che approdano nei mercati internazionali e locali. La Coop può anche contare su un mangimificio proprio – che in questo periodo soprattutto si è rivelato un vero e proprio toccasana contro speculazioni e prezzi alle stelle – con 80 mila quintali tra mangimi e foraggi venduti anche nell’ultimo anno ai soci. Dall’ottobre del 2012 presidente della Cooperativa è l’allevatore Leonardo Salis (presidente anche della Coldiretti provinciale) che spiega così la sua mission nella coop nata con l’unione di una cinquantina di soci per lavorare il pecorino romano, ma che oggi ha veramente diversificato la produzione.

«Abbiamo cercato sempre di programmare la produzione, e tutti gli investimenti sono mirati ad abbassare i costi di produzione e ad alzare l’asticella della qualità, non solo con l’ottimo latte che i nostri soci conferiscono ma con un accurata stagionatura che completa la qualità del nostro formaggio. «Facciamo una programmazione oculata in base a quello che ci richiede il mercato, con alcuni prodotti che vanno direttamente ad alimentare il mercato nazionale, altri quello internazionale – spiega Salis – oltre ad alimentare la vasta rete di distribuzione regionale da nord a sud con una serie di punti vendita convenzionati». Il socio più anziano, con i suoi 77 anni, è ziu Bacchisi Ungredda Fancello che ricorda quella fase di grandi speranze degli inizi, molto migliorata in questi anni grazie ai nuovi ingressi e a una serie di servizi per i soci, vero motore dell’azienda. Il più giovane dei soci, invece, è Mariano Sale di appena 18 anni. Ziu Bacchisi nei giorni scorsi era presente alla messa del precetto pasquale officiata nel mangimificio della coop dal vescovo di Nuoro, Antonello Mura che con le sue parole di grande pathos ha toccato in profondità le coscienze. Ziu Bacchisi con la moglie accanto fasciato da un completo di velluto nero aveva l’eleganza del patriarca e parlava durante il convivio con la saggezza di chi conosce tutti i segreti di professione antica. Il pastore – e lo dicono i numeri – dà dignità al lavoro e crea economia per un intero territorio. Il lavoro costante continua a trasmettere attraverso i prodotti della coop la qualità e il gusto di un territorio, per certi versi unico, dove in piena Barbagia, convivono ambienti di montagna, collina, pianura e mare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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