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Nuoro

Dall'Ucraina a Tortolì: il baby costruttore di navi

Giusi Ferreli
Dall'Ucraina a Tortolì: il baby costruttore di navi

L'avventura e i sogni del piccolo Oleh accolto in Ogliastra con la mamma Olha.Dall'orrore della guerra ai modellini di transatlantici nella sua nuova cameretta

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TORTOLÌ. La sua passione sono i transatlantici e le corazzate, i mostri sacri del mare che hanno riempito pagine e pagine di storia. Il Lusitania, il Britannic, il Titanic e l'Olympic, Oleh li elenca dettagliatamente contandoli con le dita mentre mostra con orgoglio la sua ultima creazione: un modellino in cartoncino della Bismarck, la corazzata tedesca affondata nel corso della seconda guerra mondiale dopo una lunga caccia. Un modellino che realizza pazientemente, dettaglio dopo dettaglio, nella sua nuova cameretta di Tortolì. Il bambino dapprima assembla la struttura, poi si sofferma sui particolari e, infine, la colora e scrive il nome sulla prora. E mentre parla delle sue "korabli", navi in ucraino, gli occhi di un azzurro intenso brillano. È un amore appassionato il suo, che da due anni si nutre dei libri dove campeggiano le fotografie e le storie delle navi, molte delle quali tragiche perché quasi tutte le sue "korabli" hanno solcato gli oceani ma si sono inabissate tra i flutti dopo il violento impatto con un blocco di ghiaccio o un siluro. Cosa abbia animato la passione in un ragazzino di nove anni, che sino ad un mese fa abitava in un piccolo paese nel nord dell'Ucraina a centinaia di chilometri dal Mar Nero ora teatro di manovre di guerra, la passione per le navi, è un mistero che può trovare risposta solo nel fantastico mondo dei bambini. Per Oleh, le "korabli" sono rimaste un sogno dai contorni indefiniti sino a quando non è andato via dalla sua terra in fiamme con sua madre Olha, avvocato della municipalità di Volodymyr, per trovare rifugio in Sardegna, a Tortolì. È in questa drammatica circostanza che Oleh si è imbarcato per la prima volta nella sua vita. È successo a Livorno dove, dopo un lunghissimo viaggio in pullman attraverso Polonia, Repubblica Ceca e Austria, ha trovato una nave ad aspettarlo. In quel traghetto bianco e blu della compagnia Grimaldi, il piccolo ucraino - arrivato nell'isola grazie alla missione umanitaria organizzata a fine marzo dai volontari nuoresi del Centro servisi viaggi della salute - ha fatto la sua prima traversata. Oleh, sbarcato ad Olbia ha fatto una breve tappa a Nuoro e con sua madre si è subito diretto a Tortolì dove ha trovato una famiglia ad ospitarlo. Ora frequenta la quarta elementare nel caseggiato della centrali del centro ogliastrino, inizia a contare in italiano e a usare in primi termini di una lingua complicata. Ma la parola che più spesso infrange i silenzi creati dalla barriera linguistica è solo una: "Grimaldi". La "korabel" della compagnia italiana non sarà un transatlantico ma è la nave che gli ha fatto provare l'ebbrezza di una traversata. «Credo che questo sarà uno dei suoi ricordi più belli. Ogni volta che ne parla non riesce a trattenere l'entusiasmo» scrive sorridente Olha nell'app che traduce dall'ucraino all'italiano. Nonostante l'orrore di una guerra che non risparmia nessuno, il viaggio in nave rimarrà per sempre un ricordo felice. L'avventura a bordo della Grimaldi avrà un posto d'onore nei racconti del piccolo rifugiato ucraino proprio come il ricordo del modellino in metallo del Titanic realizzato con il suo amato nonno Petrò, rimasto nel villaggio, o come il suono degli applausi strappati ai compagni quando, tutto compito, ha spiegato alla classe le caratteristiche tecniche del Britannic realizzato con i Lego. "Quanto è strana la vita" scrive Olha. A noi non resta che crederle.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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