Il Mac Lula pronto ad aprire i battenti
Bernardo Asproni
Ultimi lavori in corso nel museo di arte contemporanea. I promotori Fumagalli-Mannia: un omaggio alla comunità
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LULA. Sono intervenuti galleristi ed esperti del settore, mentre si procede alla rifinitura dei lavori nei locali destinati a ospitare il Mac Lula, il Museo di arte contemporanea, in piazza Rosa Luxemburg. Una sorta di pre-battesimo per una iniziativa culturale che la coppia Domenico Fumagalli, milanese, e Mariolina Mannia, lulese, stanno portando avanti con lungimiranza. Fra gli altri i galleristi di Scoglio di Quarto Gabriella Brembati e il marito Stefano Soddu, apprezzato scultore, con il figlio Filippo che si è fatto largo nell’ambito della pittura. E ancora altri galleristi, fra cui due di Albissola, Blu di Prussia. E con loro la famosa Maria Fratelli, che fra gli altri incarichi è stata responsabile della galleria moderna-contemporanea di Milano, una profonda conoscitrice del mondo dell’arte.
Molto apprezzata è stata l’intuizione della architetto Luca Zecchin che ha progettato l’opera di restauro dei locali l’addove la struttura più importante è condivisa in tre piani con i muri in bianco e porte e finestre in nero, a voler rappresentare il bianco della calce e il nero del carbone che si produceva artigianalmente nel massiccio calcareo del Montalbo.
Una storia di ieri, un ricordo di una economia fatta di fatica e sudore. E il museo si muove in questa direzione. «Sicuramente è stata ed è tuttora una figura fra le più importanti nel mondo dell’arte» ha sostenuto Mariolina Mannia. E via a visitare gli immobili, accompagnati dal duo Fumagalli-Mannia.
«Siamo arrivati a questo risultato incorraggiati dalla gente del posto e non soltanto – hanno precisato i due mecenati –. Per noi è un omaggio che facciamo alla comunità di Lula. Riteniamo che perservare l’arte contemporanea, che deve essere vissuta e goduta in tutte le parti dell’Italia. È un fatto importante della comunita e della Sardegna». Un discorso avvallato e sottoscritto da tutti i presenti all’iniziativa di ieri mattina. Significativa la riflessione di Maria Fratelli. Ha sottolineato: «È una iniziativa necessaria per la presenza identitaria che racconta il museo come realtà. La porta è magica, il museo racconta la storia, fa il suo mestiere e impone alla cultura il suo dovere. Suscita emozioni che accende il pensiero». Si presume a giugno l’inaugurazione ufficiale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Molto apprezzata è stata l’intuizione della architetto Luca Zecchin che ha progettato l’opera di restauro dei locali l’addove la struttura più importante è condivisa in tre piani con i muri in bianco e porte e finestre in nero, a voler rappresentare il bianco della calce e il nero del carbone che si produceva artigianalmente nel massiccio calcareo del Montalbo.
Una storia di ieri, un ricordo di una economia fatta di fatica e sudore. E il museo si muove in questa direzione. «Sicuramente è stata ed è tuttora una figura fra le più importanti nel mondo dell’arte» ha sostenuto Mariolina Mannia. E via a visitare gli immobili, accompagnati dal duo Fumagalli-Mannia.
«Siamo arrivati a questo risultato incorraggiati dalla gente del posto e non soltanto – hanno precisato i due mecenati –. Per noi è un omaggio che facciamo alla comunità di Lula. Riteniamo che perservare l’arte contemporanea, che deve essere vissuta e goduta in tutte le parti dell’Italia. È un fatto importante della comunita e della Sardegna». Un discorso avvallato e sottoscritto da tutti i presenti all’iniziativa di ieri mattina. Significativa la riflessione di Maria Fratelli. Ha sottolineato: «È una iniziativa necessaria per la presenza identitaria che racconta il museo come realtà. La porta è magica, il museo racconta la storia, fa il suo mestiere e impone alla cultura il suo dovere. Suscita emozioni che accende il pensiero». Si presume a giugno l’inaugurazione ufficiale.
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