Siniscola, vandali in azione: demolito l’ingresso a Berchida
di Sergio Secci
Preso di mira il muro in costruzione sulla 125. La rabbia del sindaco Farris
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SINISCOLA. Nuovo atto vandalico contro un opera pubblica: dopo la distruzione dei cartelli nel sentiero di Monte Idda e altri atti teppistici in città e nella borgata di La Caletta, i demolitori sono entrati in azione alcune notti fa all’ingresso della pista per Berchida dove l’amministrazione comunale ha dato il via nei mesi scorsi alla realizzazione del nuovo accesso dalla statale 125. Utilizzando probabilmente una ruspa o un trattore, qualcuno ha distrutto una buona parte del muro che delimiterà il primo tratto dell’arteria stradale per il mare. Una parte della nuova costruzione è stata addirittura scalzata dalle fondamenta mentre parte della muratura in blocchetti è stata abbattuta. Un atto inspiegabile e fine a se stesso, che nessuno sa spiegarsi e che va ancora una volta a d infangare il buon nome dei siniscolesi.
L’episodio ha lasciato di stucco gli amministratori ormai stanchi di segnalare alle forze dell’ordine gli innumerevoli atti teppistici a danno dei beni pubblici . «Spesso ci chiediamo perché Siniscola non cresca dal punto di vista culturale e non si realizzino tutti gli interventi necessari per migliorare il decoro della nostra cittadina – dice il sindaco Gian Luigi Farris –. Le risposte sono diverse ma una in particolare ci viene data dall’ennesima denuncia che è stata fatta per il danneggiamento di un’ opera importante che si sta realizzando all’ingresso della spiaggia di Berchida capace di garantire maggiore sicurezza e decoro all’ area. Questo attentato – spiega Farris – arriva dopo una lunga serie di segni di inciviltà a danno del percorso di Monteidda, degli impianti del faro di Capo Comino, dei parchi gioco di La Caletta e Siniscola, della piazza Don Migliorisi, della scuola dell’infanzia di via Vivaldi, della passerella sulla spiaggia di La Caletta, delle ringhiere danneggiate a La Caletta nella sede della biblioteca e della scuola Civica, dei cartelli rubati nella strada di Lupareddu in prossimità dell’Istituto superiore, dei rifiuti abbandonati ovunque nel paese. Quest’ ultimo attentato rappresenta l’ennesimo tentativo di distruggere il nostro paese. Ci sono persone che continuano ad agire indisturbate e a rimanere impunite mentre fanno a pezzi il territorio, offrendo un immagine negativa della nostra città; inoltre le spese per la ricostruzione gravano su tutti i cittadini e distolgono risorse preziose che potevano essere destinate ad altri interventi utili e necessari per la collettività senza considerare il tempo impiegato dalle ditte e dagli operai comunali per realizzare le opere. Vogliamo un paese distrutto e sporco – conclude Farris –, non è rispettoso per tutte quelle persone che quotidianamente lavorano e si impegnano per avere un paese e un futuro migliore. L’amministrazione comunale procederà con le denunce e si rivolgerà al Prefetto per ottenere collaborazione e porre fine a questo scempio. La città è dissemintata di telecamere, ci aspettiamo che chi compie simili atti venga punito e paghi e senza sconti per i danni perpetrati ad un intera comunità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’episodio ha lasciato di stucco gli amministratori ormai stanchi di segnalare alle forze dell’ordine gli innumerevoli atti teppistici a danno dei beni pubblici . «Spesso ci chiediamo perché Siniscola non cresca dal punto di vista culturale e non si realizzino tutti gli interventi necessari per migliorare il decoro della nostra cittadina – dice il sindaco Gian Luigi Farris –. Le risposte sono diverse ma una in particolare ci viene data dall’ennesima denuncia che è stata fatta per il danneggiamento di un’ opera importante che si sta realizzando all’ingresso della spiaggia di Berchida capace di garantire maggiore sicurezza e decoro all’ area. Questo attentato – spiega Farris – arriva dopo una lunga serie di segni di inciviltà a danno del percorso di Monteidda, degli impianti del faro di Capo Comino, dei parchi gioco di La Caletta e Siniscola, della piazza Don Migliorisi, della scuola dell’infanzia di via Vivaldi, della passerella sulla spiaggia di La Caletta, delle ringhiere danneggiate a La Caletta nella sede della biblioteca e della scuola Civica, dei cartelli rubati nella strada di Lupareddu in prossimità dell’Istituto superiore, dei rifiuti abbandonati ovunque nel paese. Quest’ ultimo attentato rappresenta l’ennesimo tentativo di distruggere il nostro paese. Ci sono persone che continuano ad agire indisturbate e a rimanere impunite mentre fanno a pezzi il territorio, offrendo un immagine negativa della nostra città; inoltre le spese per la ricostruzione gravano su tutti i cittadini e distolgono risorse preziose che potevano essere destinate ad altri interventi utili e necessari per la collettività senza considerare il tempo impiegato dalle ditte e dagli operai comunali per realizzare le opere. Vogliamo un paese distrutto e sporco – conclude Farris –, non è rispettoso per tutte quelle persone che quotidianamente lavorano e si impegnano per avere un paese e un futuro migliore. L’amministrazione comunale procederà con le denunce e si rivolgerà al Prefetto per ottenere collaborazione e porre fine a questo scempio. La città è dissemintata di telecamere, ci aspettiamo che chi compie simili atti venga punito e paghi e senza sconti per i danni perpetrati ad un intera comunità».
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