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Nuoro, Pratosardo resta nel limbo sotto accusa c’è il Comune

Le organizzazioni territoriali degli imprenditori sferrano un duro attacco. «Non è stata mai condivisa la documentazione sulla gestione liquidatoria»


19 giugno 2022 di Francesco Pirisi


NUORO. L’incertezza sul futuro dell’area industriale di Pratosardo scatena la rabbia delle organizzazioni degli imprenditori. L’obiettivo delle rimostranze è il Comune, reo di non avere fatto i passi necessari per chiudere il commissariamento del consorzio e rilevare il sito produttivo. L’attacco in un documento congiunto, firmato dai presidenti territoriali Giovanni Bitti (Confindustria Sardegna centrale), Roberto Cadeddu (Confesercenti), Agostino Cicalò (Confcommercio), Nicola Cadoni (Cna) e Giuseppe Pireddu (Confartigianato).

Tra tutte le critiche rivolte all’amministrazione civica del sindaco Andrea Soddu, quella principale riguarda il funzionamento del comitato tecnico, chiamato ad accompagnare il trasferimento del sito produttivo al Comune: «Il Comitato non è stato più convocato – scrivono i cinque dirigenti degli imprenditori – e non è mai stata condivisa la documentazione sulla gestione liquidatoria. Fatto gravissimo – aggiungono – che denota un’assoluta mancanza di trasparenza». Il comitato a cui si fa riferimento è stato istituito nel settembre dell’anno passato, con delibera della giunta comunale. Dentro sia i rappresentanti dell’amministrazione civica, sia i dirigenti delle organizzazioni degli imprenditori. Organismo nato sulla scorta dell’ultimatum imposto un anno fa dalla Regione ai consorzi ancora commissariati (in provincia ancora bloccati Siniscola e Tossilo) di chiudere la fase di liquidazione, per una nuova gestione in capo ai rispettivi Comuni o in alternativa al Cip, il Consorzio industriale della Provincia. Una pratica per la quale è stata decisa la data del prossimo 30 giugno, dopo due proroghe assegnate durante il 2021.

In municipio il comitato ha fatto in tempo a riunirsi un paio di volte, prima dello “stop”, che le organizzazioni di categoria dicono vada avanti dallo scorso dicembre. Il costrutto non è stato tuttavia molto. A complicare i lavori anche l’iniziale diniego, per la visione dei documenti, da parte del commissario liquidatore di Pratosardo, l’architetto Gabriele Leoni, con la giustificazione che gli atti erano funzionali alle pratiche di liquidazione. Ma non utilizzabili per altre valutazioni. Tra cui quella dell’amministrazione civica, che condiziona la presa in carico dell’area produttiva al fatto che ci sia chiarezza sui debiti del consorzio Zir. Esposizione che era di 4 milioni e 350mila sino al luglio di un anno fa. Questioni pregiudiziali che non sono state superate, a leggere la nota di Confindustria, Confesercenti, Confcommercio, Cna e Confartigianato. Ma il limite più grande, secondo i cinque presidenti, è che «dallo scorso dicembre a oggi le associazioni non sono state più coinvolte dal Comune».

Se a Pratosardo per il momento si piange amaro, lo stato d’animo delle organizzazioni di categoria non cambia quando il discorso si allarga a Siniscola e Tossilo (Macomer) le altre Zir ancora commissariate e mai liquidate: «Premesso che la soluzione migliore sarebbe quella di una riforma generale dei consorzi industriali, sul tavolo della politica da anni – si legge ancora nella nota – nell’immediato è fondamentale mettere fine alla gestione commissariale delle Zir, con lo stanziamento da parte della Regione delle risorse per coprire i debiti e consentire il trasferimento delle aree». Sul tema le organizzazioni chiedono la convocazione di un incontro, a cui partecipi l’assessore regionale dell’Industria e i Comuni dove ricadono i siti produttivi, insieme ai consiglieri regionali eletti nella Sardegna centrale.

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