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 No a 40mila metri cubi sulla collina di Biscollai, il Tar respinge il ricorso dei proprietari dei terreni

Simonetta Selloni
 No a 40mila metri cubi sulla collina di Biscollai, il Tar respinge il ricorso dei proprietari dei terreni

La famiglia Guiso Gallisai aveva impugnato il Piano urbanistico comunale

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Nuoro Sulla collina di Biscollai resta il vincolo di inedificabilità, come stabilito dal Piano urbanistico comunale approvato a dicembre 2014 dal Consiglio. Permangono i vincoli imposti dalla destinazione “S” per servizi (aree e gioco) e non si potranno aggiungere volumetrie residenziali. Lo ha stabilito il Tar, che ha respinto il ricorso della famiglia Guiso-Gallisai, finalizzato all’impugnazione del Puc su più profili per quanto riguarda le aree di sua proprietà a Biscollai, dove avrebbe voluto realizzare volumetrie per oltre 40mila metri cubi. I Guiso-Gallisai attraverso l’avvocato Francesco Cocco Ortu hanno presentato il ricorso contro il Comune di Nuoro (avvocata Giuseppina Di Salvatore) e nei confronti della società Immobiliare Nuova (tutelata dall’avvocata Roberta Carboni) e di Francesco Carboni, avvocato (che si è rappresentato da sé), a suo tempo consigliere comunale nonché socio della Immobilare (di cui è titolare il padre di Carboni), che aveva partecipato alla votazione del Puc. Secondo i Guiso-Gallisai, Carboni si sarebbe trovato in un conflitto di interessi, in quanto socio della Immobiliare proprietaria di alcuni terreni nella zona.

Il ricorso si fonda sul presupposto che gli standard imposti per l’area destinata a servizi sarebbero sovradimensionati rispetto al reale sviluppo demografico della città previsto nel Piano regolatore dell’81, ipotizzato in 80mila abitanti, standard mantenuti dal Puc per preservare la collina di Biscollai. Nelle motivazioni del rigetto, il Tar sottolinea che i Guiso-Gallisai, proprio sulla base di quegli stessi standard impugnati, hanno potuto beneficiare, in passato, di elevatissime volumetrie residenziali in quell’area; comunque, i proprietari delle zone “S” potranno edificare in altre aree (da individuare) cosiddette di “atterraggio” a titolo di compensazione. Per quanto riguarda il presunto conflitto di interessi di Carboni, il Tar ha sancito che non sussiste, in quanto non ci sarebbe stata “una correlazione immediata e diretta fra contenuto della deliberazione e interesse” dell’amministratore, che non ne ha tratto vantaggio. La sentenza soddisfa Francesco Carboni, per il quale «l'inedificabilità di Biscollai era stata una contropartita dei grandi volumi concessi alla famiglia Guiso-Gallisai sull'intero asse attrezzato, a conferma della legittimità della volumetria comunque concessa sull'area».

Paolo Gallisai ha invece sottolineato che decideranno sull’eventuale ricorso dopo aver visto la sentenza. «Abbiamo ritenuto che fosse un’ingiustizia, senza il riconoscimento di alcun indennizzo, e che la valutazione degli spazi verde/abitante non sia sincrona con la realtà attuale».


 

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