La Nuova Sardegna

Nuoro

Raid notturni

Torpè, quaranta pecore assalite dai cani randagi: allarme nelle campagne

Sergio Secci
Torpè, quaranta pecore assalite dai cani randagi: allarme nelle campagne

A denunciare i gravi danni subiti è l’allevatore Marco Soro che possiede un gregge in località S’Iscala, a qualche chilometro dal paes

2 MINUTI DI LETTURA





Torpè Circa quaranta pecore tra quelle uccise e altre, gravemente ferite. Questo il risultato di alcuni raid notturni effettuati nelle campagne di Torpè da parte di un branco di cani randagi che da qualche tempo scorrazza indisturbato tra le aziende del territorio. A denunciare i gravi danni subiti è l’allevatore Marco Soro che possiede un gregge in località S’Iscala, a qualche chilometro dal paese. «Il primo episodio si è verificato a maggio – spiega il pastore baroniese – quando al mio arrivo in azienda ho trovato alcuni capi agonizzanti con evidenti ferite inferte da cani. Poi ci sono stati altri casi, sino agli ultimi dei giorni scorsi quando c’è stato un nuovo attacco notturno e una decina di pecore sono state letteralmente sbranate. Il danno è stimato in circa ottomila euro – aggiunge l’allevatore – perché oltre agli animali uccisi, ho dovuto sostenere ingenti spese per curare i capi feriti».

Dell’accaduto, è stata informata la locale stazione dei carabinieri e sul posto, a portare solidarietà al proprio concittadino, è andato di persona il sindaco Martino Sanna a cui l’allevatore ha spiegato che gli animali che stanno decimando il bestiame, arrivano dal centro abitato. Si tratterebbe di cani che hanno un proprietario e che lasciati liberi a girovagare nelle ore notturne, si uniscono in branco infierendo seri danni al bestiame custodito nelle aziende della zona.

«Abbiamo informato dell’accaduto il canile con cui il Comune è convenzionato – dice il primo cittadino di Torpè – . Nel contratto figura anche il servizio di accalappiacani che dovrebbe essere presto attivato per cercare di catturare gli animali vaganti ed eventualmente risalire ai proprietari attraverso il microchip». Un ulteriore colpo per la categoria: non bastava il prezzo irrisorio del latte e la siccità, ora gli allevatori della zona devono anche combattere e fare i conti con la piaga dei cani randagi, che fanno razzie tra le greggi ammazzando o mandando in fin di vita il bestiame.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative