Nuoro, saldi in chiaroscuro: cambia la tendenza, meno acquisti e più costi per il settore
Per alcuni attività invece c'è stato da parte dei clienti un ritorno alla normalità
Nuoro Stagione in chiaroscuro per i saldi di fine stagione in città, in particolare per i commercianti del Corso Garibaldi. Partiti il 2 luglio secondo calendario regionale, per alcuni titolari dei negozi del centro non sono mai decollati. «Questa ripresa di cui tanto si parla a mio avviso non c’è stata – dice Lina Pisoni del negozio Bimbi Eleganti –. La gente non acquista più come una volta, nonostante da dopo il Covid le promozioni non siano mai mancate. Nel mio settore, bambino e cerimonia, non c’è stato un grosso movimento. Molte persone sono ancora spaventate dalla pandemia, e si limitano all’essenziale. Gli incassi sono diminuiti rispetto al passato ma i costi sono aumentati». Il Corso Garibaldi che fino a qualche anno fa era il cuore pulsante del commercio nuorese, sembra risentire non poco dei postumi del Covid.
«Siamo partiti con gli ordini ridotti – aggiunge Grazia Manca, titolare del negozio di abbigliamento Vanity –. Ho lavorato bene tra maggio e giugno, difendendo lo storico degli anni passati, ma luglio e in particolare agosto sono stati disastrosi. Ci sono stati giorni in cui gli incassi sono stati pari a zero. E se alle vendite a rilento si aggiunge il caro bollette e il fatto che gli affitti dei locali continuano ad essere elevati, non si può che arrivare al fallimento. Per cercare di limitare i costi sono stata costretta a tenere spento il condizionatore e le luci che la sera illuminavano la vetrina. Come altri miei colleghi, ci sentiamo abbandonati. Assistiamo inermi a un terrorismo mediatico che condiziona i clienti – rimarca – mentre il Corso è chiuso e il costo dei parcheggi è stato aumentato. Non ci sono iniziative. Allora ci chiediamo: in queste condizioni dove vogliamo andare? Io mi sono permessa di non lavorare solo a Ferragosto, perché in questo mese ho dovuto far fronte al pagamento di 6mila euro di tasse. Sono ancora in attesa dei rimborsi per la pandemia, che mi daranno un po’ di sollievo. Se si continua di questo passo abbasseremo le serrande. Un vero disastro».
Qualche metro più avanti, Nicolina Carta del negozio appunti di Viaggio, si dice, invece, soddisfatta. «Non abbiamo avuto rallentamenti – dichiara – le vendite sono state costanti. Anche i rincari energetici non sono stati traumatici». Di “saldi freddi” si parla nel negozio Max& Co dove si evidenzia di non aver assistito a quella corsa agli acquisti di merce a prezzo ribassato, tanto attesa. Diverso ancora, per il negozio “Letizia”, di Letizia Balia che parla di buona ripresa, combinata al fatto di aver cambiato l’attività. «Ho avvertito il bisogno dei clienti di tornare alla normalità. Speriamo che il clima ci aiuti ancora, e ci permetta di continuare a vendere anche a settembre». Insomma, i saldi nel cuore della città non hanno sortito l’effetto sperato per tutti. E i commercianti che hanno “lavorato” si sono solo allineati al periodo pre Covid.
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