Siniscola, la leva 1975 in fermento per la festa delle Grazie
Uno degli appuntamenti popolari più attesi. Un anno di impegno e lavoro per i coetanei che organizzano
Siniscola Che la festa della Madonna delle Grazie sia la più attesa qui in città è cosa nota. È l’appuntamento che chiude l’estate siniscolese inaugurata dai fuochi dei vicinati (sos oloneddos) in onore di San Giovanni Battista, il patrono festeggiato a giugno.
Ma è anche il convinto ritrovo di una comunità che ritorna a su connotu dopo le turbolenze della stagione turistica. E con Siniscola che si ristringe a cerchio, quella de Sa Gràssia è anche la festa che ogni leva attende, fino a realizzarla con le proprie mani.
Quest’anno è toccato ai coetanei del 1975. Sos ‘etales guidati dalla presidente Maria Antonietta Fadda è da un anno che lavorano per far sì che gli appuntamenti del 7, dell’8, del 9 e del 10 ottobre prossimi soddisfino le diverse generazioni e i variegati gusti della popolazione locale e non solo. «Un anno di Leva – afferma la presidente – non è semplice da riassumere in un’intervista perché ci sono dentro talmente tante emozioni che ci vorrebbero delle ore».
«Un anno di leva è decidere di dedicarsi al proprio paese, per renderlo più bello, più vitale, per cercare di coinvolgere la gente e riprendere i fili del discorso interrotto bruscamente con la pandemia. È ritrovare i propri compagni di scuola, vedere e confrontare le proprie vite, trovare una seconda famiglia con la quale confidarsi, condividere e trovare supporto».
Certo, con molti sacrifici. «È un anno in cui prendi il tuo tempo – prosegue Fadda – e lo metti a disposizione di altro e di altri».
«Trascuri un po’ la famiglia e gli affetti, anche se vengono trascinati dentro il vortice della leva. Però trovi tanti nuovi amici con cui divertirsi».
Insomma, per usare le parole dell’attivissima presidente, l’organizzazione della festa «non è una passeggiata di salute».
«Si lavora e anche molto, perché ogni evento ha tempi di lavorazione lunghi, una macchina burocratica pruriginosa e tanto lavoro fisico: montare e smontare allestimenti anche quando alle 3 o alle 4 di notte sei sfinito. Ma sempre con il sorriso. E non ci è mai mancata la voglia di stare insieme, anche dopo le litigate, di chiarire, di risolvere, di divertirci e di ballare».
E si ballerà per tutta la festa: dalle danze tradizionali a quelle contemporanee passando per il liscio e la banda jazz itinerante di Berchidda; dalle selezioni di Gabri Ponte al reggae salentino dei Sud Sound System passando per lo ska degli Skaosss. Balleranno anche le ugole dei cantadores a chiterra e dei cori e le argomentazioni a bolu dei poeti estemporanei. «Avremo anche occasione di fare i dovuti ringraziamenti nei modi e nei tempi giusti – chiude la presidente Maria Antonietta Fadda –, ma ora è il momento di divertirsi. Ajò a Sa Gràssia».
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