La Nuova Sardegna

Nuoro

Ricerca storica

A Orosei censite 29 chiese, alla scoperta di fede e tradizione

di Luciano Piras
A Orosei censite 29 chiese, alla scoperta di fede e tradizione

Il Centro studi “Giuseppe Guiso” promuove uno studio sul patrimonio identitario. Lo storico Michele Carta ricostruisce le vicende del paese dal medioevo fino a oggi 

3 MINUTI DI LETTURA





Orosei «Storia in gran parte sconosciuta è quella del convento della monache cappuccine che nel breve corso della prima metà del Settecento ha accolto educande, novizie e professe di diversi paesi della Sardegna, comprese anche alcune appartenenti ad altolocate famiglie di Orosei». Riesce sempre a sorprendere, Michele Carta, forte di anni e anni di studi e ricerca storica tanto pignola quanto certosina. Autore di numerosi saggi fondamentali sulle Baronie, stavolta Carta firma “Orosei sacra”, secondo volume della serie “Patrimonio identitario di Orosei”, iniziativa culturale promossa dal Centro studi “Giuseppe Guiso”. Dopo la prima pubblicazione focalizzata sulla “Devozione popolare e le sue chiese di impianto medioevale”, in questa nuova uscita Michele Carta accompagna i lettori in un viaggio lungo le “Chiese di impianto moderno (secc. XVI-XVIII) nell’ottica devozionale della salus animarum”. Il risultato finale è una fotografia davvero nitida e dettagliata su ogni singolo luogo di culto: ben 29 edifici sacri eretti a Orosei tra il medioevo e la metà del Settecento, un lungo periodo in cui il paese della Bassa Baronia conta una popolazione che si aggira sui 1.000 residenti appena. Chiaro ed evidente il fortissimo senso e attaccamento religioso della popolazione. Lo attestano i segni di fede rimasti inalterati come pure le antiche tradizioni che resistono alle intemperie del tempo, e soprattutto lo attestano i documenti che Carta passa al vaglio.

«Tra le fonti archivistiche utilizzate – dice l’autore del libro – occupano un posto privilegiato i registi dei Quinque libri parrocchiali conservati nell’Archivio storico diocesano di Nuoro e gli atti notarili di vario genere dell’Archivio di Stato di Nuoro, la cui attenta lettura ha fornito interessanti notizie in grado di risolvere talvolta problemi di datazione delle strutture esaminate e dei relativi arredi, tra i quali quelli costituiti dai simulacri di alcuni santi. Altri documenti occasionali e funzionali all’indagine trovano espressa citazione archivistica nelle apposite schede». Accompagnato e impreziosito dalle fotografie di Antonio Farris, il secondo volume di “Orosei sacra” apre con la chiesa di San Sebastiano per arrivare fino alla chiesa di San Giorgio martire, passando per il santuario di Nostra Signora del Rimedio e le chiese di Nostra Signora del Rosario, di Nostra Signora della Pietà, di Nostra Signora delle Grazie e di Santu Iuanne Muledda. Un patrimonio identitario immenso, con tutti gli arredi sacri, l’iconografia sterminata e il complesso di tradizioni ereditate. Un capitolo a sé stante è dedicato alle “Chiese e cappelle imperfette”, mentre un altro ancora fa il punto sugli oratori confraternali di Santa Croce, del Rosario e delle Anime. Prima di chiudere con la seconda parte incentrata sulla salus animarum, anche il “Convento delle Cappuccine” ha uno spazio riservato che dalle notizie generali si addentra nella sede dell’edificio, nelle figure di supporto alla comunità conventuale, racconta le monache e i segni di accoglienza da parte del paese. «La memoria del convento – spiega Michele Carta – è stata tramandata fin oltre la metà dell’Ottocento dal toponimo urbano denominato Sas Monzas, sostituito lentamente da quello successivo di Su Monte Granaticu».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative