Nuoro, Tanca Manna rinasce con un nuovo bando per il parco urbano
Il progetto ruota attorno all’omonimo nuraghe
Nuoro Il Comune riprova a progettare la riqualificazione del parco “Tanca Manna”, nel quartiere del Nuraghe. I professionisti interessati al lavoro possono presentare già da qualche giorno la propria proposta nel piattaforma di contrattazione Sardegna Cat. Le domande dovranno pervenire entro le ore 13 del 20 ottobre. Tra le manifestazioni d’interesse in campo, l’amministrazione civica sceglierà alcuni studi tecnici, con i quali avvierà la procedura negoziata per l’affidamento dell’incarico.
L’intervento è concentrato nell’area prospicente il nuraghe e i resti delle capanne che lo circondano, risalenti al periodo del bronzo medio (1600-1300 a. C.). Sarà riqualificato lo spazio, sia per quanto riguarda la componente naturale, sia con il miglioramento dei servizi, dall’arredo alla recinzione del parco. Altra cosa fondamentale il collegamento dell’area con il quartiere, costituito prima di tutto dal complesso di alloggi popolari, realizzati a partire dalla fine degli anni ‘50. Lavori per i quali sono state previste risorse per circa 700mila euro, dal fondo del piano delle periferie, che ammonta a 29 milioni, assegnati da Governo e Regione. Per l’intervento nel quartiere del Nuraghe l’amministrazione civica aveva già in mano il progetto, redatto da uno studio tecnico di Nuoro. Ma la proposta non ha passato l’esame della Soprintendenza, che non l’ha ritenuto adatto per la sistemazione del parco. Tra le ragioni del diniego la non compatibilità ambientale con il vicino insediamento nuragico. Mentre già dagli anni scorsi ha avuto il via libera l’altro progetto, che riguarda nello specifico la valorizzazione e promozione turistica del nuraghe e delle capanne.
Progetto, sempre presentato dal Comune, e premiato con i fondi regionali del CulturaLab. Titolare dell’intervento l’archeologo locale Demis Murgia e l’associazione a cui ha dato vita. Il piano in questo caso comprende una struttura semi-movibile per l’accoglienza dei turisti, con servizi di bar, ristorazione e book-shop. Tutto ciò insieme agli impianti e alle opere che invece saranno legati direttamente allo studio e alla conoscenza dell’insediamento archeologico, anche grazie all’utilizzo di programmi informatici e alle riproduzioni, simili al reale, di alcune delle 150 capanne censite nell’area. Per questo il nuovo progetto di rivitalizzazione della zona verde e riqualificazione del complesso del parco acquisisce un rilievo ancora maggiore. L’inserimento nel piano delle periferie ha poi la ragione di fondo che è quella di saldare il quartiere alla città. Ciò anche per chiudere con una stagione nella quale quel concentrato di case popolari, che sono il segno più visibile, ha spesso fatto dire di un’area povera e di marginalizzazione sociale.
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