Gas a Torpè: vertice in Regione
Domani tra assessora, sindaco e Medea Nuovo sopralluogo dopo la bomba al depuratore
Torpè Continuano le indagini dei carabinieri di Torpè e dei colleghi di Siniscola per fare luce sull’attentato al depuratore comunale in località Poju. La Procura ha aperto un fascicolo contro ignoti. Anche ieri mattina ci sono stati nuovi sopralluoghi nella zona, alla ricerca di tracce riconducibili agli autori che nella serata di giovedì, dopo aver scavalcato la rete metallica che delimita l’area, hanno raggiunto la parte posteriore del depuratore e fatto esplodere un ordigno rudimentale.
È probabile che gli attentatori abbiano percorso sentieri di campagna per raggiungere l’impianto, o abbiano guadato l’argine del fiume per non essere visti, anche perché sulla strada asfaltata che porta all’ingresso del paese, nei pressi del cimitero, si affacciano diverse case, e quasi tutte sono dotate di sistemi di videosorveglianza. In tanti a Torpè pensano che l’episodio di due sere fa sia stato un gesto dimostrativo, visti i danni di lieve entità causati dall’esplosione, solo finalizzato a tenere alta la tensione in merito alla realizzazione dell’impianto di stoccaggio di gnl, in località Istrumpadoglios.
E la scritta nera lasciata sul muro di cemento armato parla chiaro: “A Torpè no gass” seguita da una croce e dalla parola “boom”, associata al fragore dell’esplosione che intorno alle 21 si è propagato fino ai centri vicini. Un gesto che il paese ha condannato all’unanimità, perché offre all’esterno un’immagine distorta della comunità. «Questo è un centro tranquillo» dicono a più riprese i torpeini all’indomani dell’accaduto, rinnegando ogni forma di violenza. Ora, invece, tutti guardano con fiducia al tavolo tecnico che si terrà domani in videoconferenza, con l’assessora regionale all’Industria, Anita Pili, e a cui parteciperanno il sindaco Martino Sanna e i vertici di Medea.
La speranza è che si possa trovare una soluzione alternativa alla realizzazione dell’impianto a Istrumpadoglios, lungo la Sp 24, dove si trovano una trentina di abitazioni. Una presa di posizione netta, già emersa i primi giorni di ottobre, durante il consiglio comunale straordinario convocato dal sindaco, in accordo con la maggioranza e il gruppo d’opposizione, con l’obiettivo congiunto di andare incontro alle rivendicazioni sulla sicurezza del sito di stoccaggio, espresse dai residenti che vivono a poca distanza dal punto di realizzazione del progetto. Ma anche con l’intento di fornire alla società siti alternativi, più idonei ad ospitare l’infrastruttura. A questo si è aggiunta poi l’ultima proposta del sindaco Sanna di acquistare il terreno dove Medea ha aperto il cantiere e avviato i lavori di sbancamento.
Intanto continuano ad arrivare numerosi gli attesti di solidarietà dopo l’intimidazione. Vicinanza al sindaco è stata espressa immediatamente dai colleghi di Posada e Siniscola, e dal capogruppo del Partito Sardo d’Azione, Franco Mula che ha scritto: «L’amministrazione non deve essere lasciata da sola in un momento così delicato, nel caos della protesta. Si isolino gli autori del gesto ma chiediamo un intervento più pressante da parte della Regione». Di episodio vile e inqualificabile, contrario ai principi su cui si fonda la civile convivenza ha parlato il deputato di Forza Italia, Pietro Pittalis, dopo l’attentato ai danni del depuratore di Torpè. «Non occorre abbassare la guardia di fronte a certi atti davvero ingiustificabili – conclude Pittalis – che non possono certo portare ad un dialogo costruttivo sulla realizzazione di un’opera essenziale per il futuro energetico del territorio». (ha collaborato Sergio Secci)
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