Siniscola, Askra in versione Spotify nel segno di “Gigi Riva”
La storica band sbarca nelle piattaforme digitali
Siniscola Dopo i Kenze Neke, anche gli Askra sbarcano su Spotify e sulle altre piattaforme di fruizione musicale digitale. La band siniscolese, che festeggerà il suo trentennale l’anno venturo, è quindi online attualmente con il primo album “A sa muta” che, nel 1996, uscì solo su musicassetta. Otto le tracce (“Travallu e miseria”, “Non bi l’acco”, “Sambene”, “Trallallera”, “Nuraxi”, “Fortzis nois”, “Askra” e “Petha ‘e anzone”) che conobbero anche la ristampa in cd nel 2009 e che ora (in tempi di revival del vinile e dei nastri) sono ascoltabili tramite la piattaforma già citata, Apple Music, Amazon Music, Tim Music, Tidal, Deezer, YouTube Music e molte altre ancora. Ma non toccherà soltanto a “A sa muta” (online dal 4 novembre). L’etichetta Nois, label indipendente nata da un’idea di Fabio Carta e Alberto “Bobo” Murru, pubblicherà a breve l’intero catalogo discografico della storica band baroniese (comprendente anche lo “split” con i Kenze Neke “Gherramus tott’impare”) che sarà quindi fruibile in tutto il mondo senza impedimenti fisici né geografici. Ed è proprio Carta (che del gruppo ha fatto parte dal 2000 al 2003) che racconta la storia di questo frammento sonoro (ascra, appunto): «Il posto in cui questo accade è Siniscola, piccola cittadina della provincia di Nuoro sulla costa nord-orientale sarda. L’anno il 1993 e le cover possibili erano ancora quelle dei Ramones e dei Clash, suonate senza badare troppo alla tecnica o alla sperimentazione. La chitarra di Marco Cau era l’esempio di un malessere, quello della sua età, di una musica corrosiva che esprimesse qualcosa con un suono che fosse quasi rumorismo, alimentato dalle liriche libertarie delle band londinesi o della suburbia newyorkese. Con Pierpaolo Pau al basso e Alessandro Chighini alla chitarra solista è quasi un gioco che si fa serio, ma manca un batterista e Sandro Usai fa proprio al caso loro, provenendo dalle pelli suonate con i Kenze Neke».
E tra gli album in programma c’è anche “Colores... dolores” del 2009 con dentro la traccia “Gigi Riva” recentemente scelta dal regista Riccardo Milani e dalla produzione Wildside per la colonna sonora del film documentario “Nel nostro cielo un Rombo di Tuono” uscito nelle sale lunedì 7 novembre in concomitanza con il compleanno dello storico calciatore. Tra gli album in programma anche “Ya bastat!” e “Hijos”. Va quindi online, per dirla con Carta, «un ricco patrimonio musicale, culturale oltre che sociale e politico rimasto per tanti anni custodito e disponibile solo nelle versioni stampate».
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