Oliena, confessa di aver colpito la madre alla testa con un’accetta: arrestato
L’uomo di 58 anni aveva ridotto in fin di vita la novantenne. Ora è stato trasferito a Badu’e carros
Oliena Ha confessato S.F., il 58enne di Oliena che una decina di giorni fa avrebbe colpito l’anziana madre, L.F. di 90, con un’accetta, riducendola in fin di vita. Ieri il gip del tribunale di Nuoro, su richiesta del pubblico ministero Riccardo Belfiori, ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’indagato che è stato rinchiuso a Badu’e carros. Già conosciuto per i suoi problemi con l’alcool, e per questo seguito da tempo dal Sert, l’uomo fino a ieri mattina era ricoverato in stato di fermo in Psichiatria dove, sentito a lungo, e per l’ennesima volta dagli agenti della polizia che stanno indagando sul caso, è crollato. Alla presenza del suo difensore, l’avvocato Pasqualino Moi, e del sostituto procuratore della Repubblica, titolare dell’inchiesta, ha confessato di essere stato lui a colpire la madre, in preda a un raptus.
I fatti Quella chiamata alla centrale operativa del 118, domenica 6 novembre, sollecitava l’intervento urgente degli operatori in un’abitazione in pieno centro a Oliena. Un’anziana donna, con gravi problemi alla vista, era caduta provocandosi ferite profonde alla testa. La telefonata era stata fatta dal figlio della vittima che rientrato a casa, aveva detto di aver trovato la madre riversa sul pavimento e priva di sensi. L’arrivo dell’ambulanza e l’intervento degli operatori nell’abitazione, prima, e il trasferimento della paziente al pronto soccorso dell’ospedale di Nuoro, poi, hanno iniziato a fornire particolari e dettagli sull’accaduto che non collimavano con il racconto fornito dall’indagato. E quello che all’inizio sembrava essere un banale incidente domestico, ha iniziato a lasciare spazio ad altri scenari ben più inquietanti. Le ferite che l’anziana aveva sul capo non sembravano compatibili con una banale caduta. La donna arrivata in gravissime condizioni al San Francesco è rimasta in coma farmacologico per diversi giorni. Miracolosamente, ora si sta riprendendo e pare che abbia parlato anche con alcuni parenti.
Le indagini Sarebbero stati gli stessi medici del nosocomio a chiedere l’intervento della polizia, che ha quindi avviato gli accertamenti. S.F., figlio dell’anziana, sentito più volte e convocato in questura, in un primo momento ha confermato la sua versione dei fatti: era rientrato a casa e aveva trovato la madre riversa a terra con una ferita al capo. Gli stessi soccorritori, intervenuti per primi nell’abitazione, hanno ricostruito il loro intervento nei dettagli. Più passavano i giorni, e l’aggiunta di nuovi particolari, però, faceva propendere gli inquirenti a concentrare le indagini in ambito familiare. Le ferite riportate dall’anziana non potevano essere causate da una banale caduta. Il figlio, incalzato dagli agenti, ha prima insistito sul suo racconto dei fatti, ma alla fine non ha retto e in preda al rimorso ha raccontato la verità ai suoi familiari. Poi agli inquirenti. Sembrerebbe che quella domenica, l’indagato abbia avuto una discussione animata con la madre, esplosa d’un tratto con estrema violenza. Anche l’arma che S.F. avrebbe usato per colpirla è stata trovata in casa.
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