La pompìa di Siniscola nella banca della biodiversità
Gli studenti dell’Istituto agrario indicati come agricoltori custodi
Siniscola La pompia di Siniscola è ufficialmente una nuova risorsa nella banca dati regionale delle biodiversità. Questa è la prima notizia. La seconda è che come agricoltori custodi sono stati individuati i ragazzi dell’Istituto agrario del capoluogo baroniese. Alla base di tutto c’è la legge 16 del 2014, atto normativo attraverso il quale la Regione riconosce e tutela l'agrobiodiversità del proprio territorio sotto il profilo economico, scientifico, culturale e ambientale istituendo un repertorio delle risorse genetiche e un elenco “Aac” di figure custodi. Ma propedeutici a tale conquista sono stati soprattutto gli sforzi degli studenti, dei docenti e dei tecnici della struttura formativa di San Narciso facente parte dell’Istituto Pira guidato in questa avventura agrumicola dai dirigenti Vincenzo di Giacomo, prima, e Sebastiano Lai, ora. Un impegno che (tra finanziamenti Miur del programma “Made in Italy” e collaborazioni con il locale Centro di salute mentale, con il Comune, con l’Università di Sassari, con Laore e con i partner del progetto transfrontaliero “Mare di agrumi”) va avanti da tempo nell’ottica della conservazione, della valorizzazione e della trasformazione.
Un impegno che ora culmina con la realizzazione di un impianto razionale di pompia in azienda, costituito da circa 200 piante ottenute a seguito di un’accurata ricerca tra le migliori varietà locali presenti nel territorio comunale. «Questo impianto – afferma la docente Pina Lutzu – permetterà di monitorare e valutare le diverse varietà sia dal punto di vista morfologico che produttivo, oltre che rappresentare uno strumento di tutela del patrimonio genetico e varietale della pompia». Sì, perché nei portainnesti dell'arancio amaro e del carrizo sono state applicate alcune marze di piante anche secolari sparse nel territorio siniscolese. «Sono piante di una certa età – spiega il referente Laore Antonio Maria Costa – che meritavano di essere conservate, custodite per caratteristiche leggermente dissimili. È una bella e plurale collezione di piante rappresentative la biodiversità locale».
L'inserimento nella banca dati non è stato facile, ma la commissione incaricata dall’assessorato ( le Università di Cagliari e Sassari, il Crn, i comitati per la biodivesità, le associazioni di categoria e le agenzie Agris e Laore) è stata convinta. Ai ragazzi ora il compito di tramandare un “connotu” che rischiava di perdersi. A Laore quello di gestire il repertorio e di sostenere le attività degli studenti che ora dovranno studiare la genetica, esercitarsi, capire gli scenari futuri anche dal punto di vista economico.
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