Lodè, l'ultimo saluto al sindaco dei record
Antonio Addis nel 1961 era stato il primo cittadino più giovane d’Italia
Lodè È stato il sindaco più giovane d’Italia. Geometra e poi insegnante in quella che allora si chiamava la scuola dell’Avviamento, Antonio Addis lascia il segno con un record stabilito nei primissimi anni sessanta, in una Repubblica ancora giovanissima e carica di entusiasmo seppur tra mille difficoltà. Morto l’altro ieri a Parma, la città dove si era trasferito da una vita, Addis aveva indossato la fascia tricolore quando aveva appena venti anni, nel 1961. Ha retto le redini di Lodè per un mandato, fino al 1966, un quinquennio di grande fermento e di sviluppo nel quadro più generale del boom economico del secondo dopoguerra. Un frangente che ha anche visto una moltitudine di lodeini fare le valige, come tanti altri sardi, per emigrare verso il nord Italia e la Germania e il Belgio, soprattutto. Antonio Addis si era messo a disposizione della sua comunità, per amministrare l’ordinario e cercare un futuro migliore, per attivare in paese i servizi minimi essenziali, per dare dignità alla strada che collega Lodè a Siniscola e per migliorare l’offerta educativa, a partire dall’istruzione di base. Parroco di Lodè era allora don Giovanni Maria Dalu. Antonio Addis verrà certamente ricordato per la sua generosità e il suo altruismo senza pari. È stato un sindaco, un professore dall’animo buono e gentile. «Sono dispiaciuta per la perdita di una persona che è stata esempio per il paese intero prendendosi cura della comunità e assumendosi importanti responsabilità già dall’età di 20 anni» sottolinea l’attuale sindaca di Lodè, Antonella Canu, 27enne, anche lei nell’elenco dei più giovani amministratori dell’isola. «Dalla comunità di Lodè, arrivi ai familiari tanta gratitudine – è il suo messaggio –. Come amministrazione comunale – aggiunge – ci stringiamo a loro per questo lutto che li ha colpiti». (l.p.)
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