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Il miele di corbezzolo di Austis entra nella lista Top italian food

di Michele Columbu
Il miele di corbezzolo di Austis  entra nella lista Top italian food

Il prodotto di Roberto Arru ottiene il Gambero rosso per il secondo anno

21 gennaio 2023
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Austis Il miele di corbezzolo della azienda apistica di Roberto Arru, di Austis, per il secondo anno consecutivo ha ottenuto il bollino Gambero rosso entrando nella Top italian food. Si tratta di un riconoscimento alle migliori aziende dell’agroalimentare italiano, e che per la Sardegna ha premiato ben sei aziende. Roberto Arru, 37 anni, 300 arnie e un unico obiettivo: lavorare nel suo territorio con le api, contribuendo a dare una risposta importante in termini di iniziative atte a rivitalizzare l’economia locale. Lo fa con grande passione e studio, al punto che con precisione chirurgica descrive la procedura per l’estrazione del prezioso miele di corbezzolo.

«Quando arrivano in laboratorio i melari, diciamo che nel processo produttivo le api hanno fatto il 50 per cento del lavoro, perché l’altro 50 per cento spetta all’apicoltore che dovrà, con molta attenzione e capacità compiere e terminare il processo di produzione del miele – spiega il giovane austese – considerato che già durante il lavoro nelle arnie, è fondamentale stare attenti a come lavorano le api, alle condizioni climatiche ad esempio, come la temperatura. In questa annata infatti, nonostante il fiore di corbezzolo fosse prospero, le temperature molto basse della notte portavano le api a consumare il miele sui melari, e quindi sono dovuto intervenire per evitare che ci fosse un consumo maggiore garantendo loro un ambiente più caldo. Ma non solo, essendo un miele estremamente delicato è fondamentale, una volta in laboratorio, il monitoraggio dell’umidità e lavorare con apposite apparecchiature. È un settore che riveste grande importanza sia per gli equilibri ambientali sia per la cura del territorio». È infatti per Roberto Arru oltre che un lavoro cresciuto piano piano che lo ha portato ad aumentare le arnie, una vera vocazione spinta anche dalla voglia di dimostrare che ad Austis si può fare.

«Ci tengo veramente tanto – continua – anche a questo aspetto che non è secondario ma anzi, riveste grande importanza. Il fatto che ho scelto di stare qui, nel mio piccolo paese e di sfruttare le ricchezze di questo territorio, dando da qualche tempo la possibilità di lavoro anche a qualche operaio, perché la mole di lavoro sta aumentando e ovviamente ho bisogno di aiuto in azienda in tutte le fasi produttive».

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