Il miglior gelato di Los Angeles è dell’oroseina Simona Vacca
Mix vincente: infusione allo zafferano con acqua di rose e pistacchi tostati
Orosei Dalla Baronia alla California per presentare un gelato dal gusto capace di riassumere le sue origini Sarde. Simona Vacca, classe 1991 è risultata terza al prestigioso “Los Angeles Gelato Challenge” organizzato dalla Carpigiani negli Usa. Apprezzatissimo il gelato di Simona: una base di gelato con una infusione allo zafferano, finito con acqua di rose, pistacchi leggermente tostati e boccioli di rose edibili. Una delizia che ha subito conquistato anche i palati più fini. E per Simona adesso si spalancano una serie di opportunità, che come mille altri coetanei italiani, non ha trovato nella sua terra. Nata a Orosei, diploma al liceo Classico di Nuoro sognando un futuro da giornalista ha proseguito gli studi frequentando la Facoltà di Economia e management del turismo a Olbia. Borsa di studio Erasmus in Germania. «Dopo sei mesi di studio a Colonia ho fatto ritorno in Sardegna disillusa e scettica rispetto al metodo di studio adottato nei nostri atenei. Totalmente diverso rispetto ad altri Paesi Europei e, forse, anche un po’ obsoleto. D’un tratto l’università mi stava stretta, sostenere gli esami era diventato un impegno sgradito. Ho deciso perciò di lasciare gli studi e iniziare una professione. Ho avuto i primi rudimenti di gelateria nel 2013, in Lombardia. Ho poi approfondito gli studi nel corso degli anni, frequentano diverse scuole in varie regioni d’Italia e mettendo sempre in pratica le nozioni acquisite. Tra il 2016 e il 2017 ho gestito insieme a mio fratello, e con l’aiuto di alcuni collaboratori, una gelateria nel centro di Olbia. Un’esperienza che mi ha aiutata a comprendere e assimilare a trecentosessanta gradi la gestione di una gelateria». Nel 2019, nasce il progetto Usa. «Sono ormai passati tredici mesi dal mio arrivo in California. Non nascondo che sono stati mesi intensi, non tutti sarebbero disposti a lasciare ogni certezza per fare un simile salto nel vuoto. Sono partita non conoscendo nessuno, senza alcuna spalla in questa zona. Lavoro da sola sette giorni su sette e gestisco la nostra gelateria a tutto tondo. La cultura americana è nettamente differente dalla nostra, ma tra i tanti clienti che mi supportano ho conosciuto anche tanti nuovi amici. Mi sono creata una famiglia americana allargata, composta da amici, colleghi, vicini di casa e vicini al lavoro. Una famiglia che ha gioito insieme a me alla notizia della vittoria della Los Angeles Gelato Challenge».
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