Inseguono e speronano la moto del comandante dei carabinieri di Lanusei e poi lo picchiano: due arrestati a Elini
L'ufficiale coinvolto, dopo le cure del caso, ha dato avvio alle ricerche della coppia di aggressori che sono finiti ai domiciliari
Elini Il capitano Giuseppe De Lisa, comandante della Compagnia carabinieri di Lanusei, era fuori servizio la sera di venerdì 16 giugno. Stava passando con lo scooter in una via di Elini quando ha visto alcune auto parcheggiate male che intralciavano il traffico. Si è presentato, si è qualificato e ha chiesto ai proprietari di spostare le macchine, cosa che è puntualmente accaduta, senza polemiche.
Ripartendo, il capitano non poteva immagine che per quel normalissimo gesto di civiltà sarebbe stato inseguito in auto da due uomini, speronato e pestato. De Lisa ha reagito, gli aggressori sono scappati, ma i carabinieri li hanno rintracciati poco dopo e arrestati: sono S.A, 39 anni, e U.S., 22 anni, entrambi di Elini. Sono accusati di violenza privata pluriaggravata, lesione pluriaggravata e danneggiamento. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri di Ilbono, del Nucleo operativo e radiomobile e dell’Aliquota operativa, coadiuvati dalla Compagnia carabinieri di Lanusei.
Il particolare più sorprendente è che i due scalmanati non avevano niente a che fare con le macchine spostate, ma avevano soltanto assistito all’intervento del capitano De Lisa davanti a un esercizio commerciale. Non appena il carabiniere è ripartito in scooter, sono saliti sull’auto di uno dei due e a fari spenti lo hanno inseguito fino a raggiungerlo e a scaraventarlo a terra. Hanno preso a calci e pugni De Lisa e hanno danneggiato lo scooter. Ma il comandante della Compagnia di Lanusei ha reagito e i due uomini, spaventati, sono ripartiti in macchina a tutta velocità.
L’ufficiale ha dato il via alle ricerche e poi è andato all’ospedale Nostra Signora della Mercede di Lanusei, dove ha ricevuto le cure del caso, con prognosi di 10 giorni di riposo e cure. Rientrato in servizio, ha coordinato le ricerche, l’acquisizione e visione delle immagini di videosorveglianza, delle banche dati e dei social network, sfociate nell’identificazione degli aggressori.
S.A e U.S. sono stati rintracciati, con riscontri dello speronamento e dell’aggressione sia sul veicolo sia sugli indumenti, sottoposti a sequestro. L’autorità giudiziaria, valutando la gravità dei fatti, ha disposto gli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida fissata lunedì 19 giugno.
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