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La cantina Puddu compie 30 anni: un nepente per fare festa

di Luca Urgu
La cantina Puddu compie 30 anni: un nepente per fare festa

L'azienda il compleanno con un’edizione speciale del suo vino di punta. Una storia di famiglia cominciata con un piccolo appezzamento ai piedi del Corrasi

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Oliena Un vino per celebrare trent’anni di vita in azienda con i piedi ben piantati per terra. Tutto partì con Giovanni Puddu “Chiccaiu”, a Oliena e non solo conosciuto come uomo tutto di un pezzo. Ora sono i tre figli e la moglie a mandare avanti quel sogno in un luogo magico ai piedi del Corrasi che come una sentinella protegge e impreziosisce vigneti e azienda. L’occasione per festeggiare l’importante anniversario è coinciso con la presentazione in cantina dell’Oliena Nepente, con cui la famiglia Puddu festeggia i primi trent’anni in bottiglia.

Si tratta di un’etichetta speciale dedicata al territorio: Oliena Nepente Doc 2022 che aggiunge un nuovo gioiello, la settima etichetta tra rossi, rosati e un vermentino. «È un’occasione per festeggiare i trent’anni del nostro primo vino in bottiglia e lo facciamo con un vino nuovo che cerca di rappresentare al meglio il nostro territorio, di cui assume proprio il nome: Oliena, un vino fresco, frutto di un singolo vigneto che rappresenta al meglio l’identità del vitigno», ha dichiarato Francesco Puddu.

Ma non solo l’occasione è stata utile anche per annunciare per presentare il nuovo progetto di accoglienza enoturistica che l’azienda inaugura proprio con l’estate 2023. Un nuovo step per un’azienda moderna che si mette in linea per assecondare una tendenza di mercato con sempre più turisti che viaggiano nelle zone vocate dal vino per conoscerli direttamente dove vengono prodotti immergendosi in un’esperienza sempre più complessa e completa: «In una terra come la nostra che dell’ospitalità ha fatto una filosofia di vita, si pensi solo ad esperienze come su Gologone, non poteva mancare un’offerta enoturistica strutturata e aperta tutto l’anno per accogliere turisti e appassionati di Nepente», ha aggiunto Nina Puddu.

Era il 1975 quando Giovanni Puddu “Chiccaiu”, là dove il padre possedeva un piccolissimo appezzamento di terra, dava il via all’impianto di 30 ettari di Cannonau, accorpando ben 60 ettari. Terreno che può contare su ben due differenti composizioni: sabbioso di disfacimento granitico nella zona nord ovest e argilloso calcareo nella parte più a sud-est. Alle vigne dopo pochi anni si aggiunsero i maiali prima e poi una importante produzione di salumi.

Oggi l’azienda è guidata dai figli del fondatore: Nina, che guida anche l’Associazione delle Donne del Vino Sarde, insieme ai fratelli Francesco e Paolo. Con l’avvinarsi della ricorrenza del primo vino imbottigliato dall’azienda, già all’epoca chiamato dal padre Oliena Doc, i fratelli Puddu hanno lavorato insieme all’enologo Piero Cella su un vino che sapesse rappresentare al meglio la freschezza di questa sottozona storica del Cannonau.

L’azienda Puddu raggiunge una produzione complessiva di centomila bottiglie, quasi tutte basate sul vitigno autoctono del cannonau, con un mercato ripartito con un 50% Sardegna, 35% Estero e il restante 15% l’Italia. L’evento di presentazione del nuovo vino con l’intervento della Famiglia Puddu e dell’Enologo Piero Cella, ha accolto mercoledì in cantina tanti amici e addetti ai lavori. Un modo perfetto davanti a un buon bicchiere di vino per presentare le nuove ed interessanti prospettive.

Durante l’evento di presentazione lo chef olianese Salvatore Ticca, trapiantato da alcuni anni a Parigi con il suo ristorante Shardana, ha accompagnato i vini prodotti dall’azienda con un percorso che attraversa la cucina sarda con uno sguardo internazionale.

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