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Al Man di Nuoro sono arrivate le sculture di Matisse

di Luca Urgu
Al Man di Nuoro sono arrivate le sculture di Matisse

Provenienti da Nizza e Zurigo, sono arrivate al museo 30 opere del grande artista. L’emozione della direttrice Chiara Gatti per il “carico” speciale arrivato in nave

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Nuoro Hanno viaggiato in nave come normali turisti che hanno scelto la Sardegna per le loro vacanze. Trenta sculture di Henri Matisse, più un quadro e documenti, provenienti da Nizza e Zurigo dopo l’attraversata tra ignari villeggianti, protrarranno la loro permanenza in Barbagia fino al 12 novembre. Staranno fino all’inizio dell’inverno nelle sale del Man di via Satta a farsi ammirare da un pubblico che si presume accolga numeroso questa mostra da non perdere. Una sorta di unicum a livello internazionale che verrà inaugurata il 14 luglio. Nel museo di arte moderna della provincia di Nuoro ieri mattina si respirava un clima di attesa ed emozione tra dipendenti e allestitori per gli illustri ospiti arrivati freschi e senza stress all’interno di un camion climatizzato della ditta specializzata in trasporto di opere d’arte Ars movendi di Firenze. Per tutta la giornata una squadra di diciotto persone ha lavorato con tutte la cautele del caso per aprire gli imballaggi e posizionare le preziose opere dell’artista, le cui sculture arrivano per la prima volta in Italia. Un progetto destinato a ripensare il grande maestro francese, a riconsiderare il ruolo della sua opera nel panorama dell'arte della prima metà del XX secolo, alla luce di una più ampia ricerca estetica che vede proprio nella scultura il veicolo per nuove e rivoluzionarie soluzioni formali. «L’emozione era palpabile, per chi svolge il nostro lavoro momenti come questi ti danno tanto. Senti di essere dentro un evento storico ed entri all’interno dell’atmosfera e dello spirito dell’artista attraverso le sue opere», ha detto la direttrice del Man Chiara Gatti, «solo tenendo in mano le sculture per posizionarle si sente un flusso. Si avverte tutta l’energia». La mostra Matisse – Metamorfosi a cura di Chiara Gatti (da un progetto di Sandra Gianfreda, curatrice al Kunsthaus Zürich con Claudine Grammont, Cheffe du cabinet d’art graphique, Centre Pompidou) esplora uno dei più grandi artisti del Novecento. In particolare la figura di Matisse scultore ancora poco conosciuta. Sebbene la pittura sia sempre rimasta la sua modalità espressiva principale, il “suo” linguaggio e la forma di indagine del visibile cui si dedicò per tutta la vita, Matisse condusse in contemporanea una riflessione sulla scultura (e altresì sull’incisione) che fa di lui uno degli artisti più completi del secolo scorso. La sua versatilità ha esplorato varie tecniche simultaneamente, con curiosità e acuta sperimentazione.

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