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Radioterapia: un altro paziente invitato a curarsi fuori dall’isola

di Simonetta Selloni
Radioterapia: un altro paziente invitato a curarsi fuori dall’isola

Il caso scoppiato a Nuoro, l’assessore Doria insiste: documenti non veritieri. La Asl avvia un’indagine dopo la segnalazione delle assistenti sociali di Fonni

05 settembre 2023
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Nuoro «La Asl 3 ha avviato un’indagine interna e interessato le autorità competenti per valutare profili di responsabilità penali. Domani (oggi ndr ) si terrà una conferenza stampa presso la Asl 3». Lo scrive l’assessore regionale alla Sanità Carlo Doria, che dà seguito a quanto aveva annunciato ieri attraverso La Nuova Sardegna.

Ieri mattina Doria era a Nuoro, e, dal tenore delle sue dichiarazioni, si deduce che abbia segnalato alla Procura quello che lui ha giudicato senza mezzi termini «o un falso, o roba che riguarda un fatto avvenuto anni fa». Il falso sarebbe la prescrizione su carta intestata Ats-Asl 3 presidio ospedaliero San Francesco - Unità operativa radioterapia oncologica, con la quale un paziente oncologico è stato invitato a rivolgersi per la terapia a un centro fuori dalla Regione. Il motivo: la lista d’attesa di sei mesi, che impedisce di «rispettare una tempistica oncologica corretta».

A far scoppiare il bubbone, la denuncia dalle assistenti sociali del Comune di Fonni, paese di provenienza del paziente, che hanno scritto proprio a Doria chiedendogli di bloccare questo “esodo” alla ricerca di tempi più accettabili per la radioterapia. Di fatto si è scoperchiato il calderone dello squilibrio della rete regionale, almeno per quanto riguarda il trattamento radioterapico di alcune patologie. Aggravato dallo stop ai due dei quattro acceleratori lineari del Businco a Cagliari e agli apparecchi dell’Aou di Sassari, che ha dirottato molti pazienti sulla Asl di Nuoro. Nuoro ha due acceleratori ma non il personale per farli funzionare entrambi: 5 medici e 4 tecnici. Eppure sta cercando di sostenere l’onda d’urto che arriva da Cagliari e Sassari. Ma la coperta è cortissima, e da Cagliari o Sassari non arrivano rinforzi, nemmeno con la prospettiva di ottenere vitto e alloggio, e un consistente rimborso aggiuntivo.

Al di là delle personali convinzioni dall’assessore Doria, spunta un altro documento, datato 31 luglio, stessa Unità operativa di radioterapia del San Francesco: in questo caso al paziente di Oristano, stessa patologia dell’uomo di Fonni, viene rivolto l’analogo invito a “recarsi in un altro centro fuori dalla Regione”, prospettandogli una lista d’attesa di 7-8 mesi. Non è un falso, la modulistica è della vecchia Ats (ora sostituita dall’Ares), utilizzata ancora da alcuni medici. Il primario facente funzioni della Struttura complessa di Radioterapia oncologica dell’ospedale San Francesco, Alessandro Carai, ha già chiarito che corrisponde al vero che i tempi dei attesa per al cune patologie, nel Centro di Nuoro, può essere considerato lungo, ma si tratta di visite per patologie differibili, che possono essere rinviabili oltre i sei mesi e fino a un massimo di 12 mesi».

Lo stesso specialista ha inteso precisare che l’invito al paziente a rivolgersi a un centro fuori Sardegna, non l’ha rivolto lui: «io non l’ho mai visitato». C’è comunque un problema di comunicazione, perchè la stessa formula viene utilizzata almeno due volte, e anzi in un caso il tempo stimato d’attesa è di 7-8 mesi. Il direttore generale della Asl Paolo Cannas, che oggi terrà la conferenza stampa su questa vicenda, darà qualche spiegazione su come sia possibile dire ai pazienti che i tempi d’attesa non sono compatibili con quelli previsti per una terapia oncologica corretta, e contemporaneamente però specificare che il trattamento per quelle patologie può attendere. Se questa dicitura sia invece necessaria perchè i pazienti possano presentare la documentazione per i rimborsi (di cui si occupano le assistenti sociali del Comune), è un altro degli elementi da spiegare. Tra tecnicismi vari e tempi d’attesa lunghi o non ritenuti tali, di mezzo ci sono i pazienti oncologici. Spaventati, preoccupati. La loro percezione del futuro è necessariamente condizionata. Di tutto avrebbero bisogno, fuorché di un sistema sanitario che va in tilt.

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