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A Irgoli è amore da guinness: grande festa per Pietrino Flore e Maria Elena Luche, “sposini” da 77 anni

di Nino Muggianu
A Irgoli è amore da guinness: grande festa per Pietrino Flore e Maria Elena Luche, “sposini” da 77 anni

Il sindaco del paese: «Sono diventati un esempio di solidità e stabilità dei rapporti»

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Irgoli Festa contenuta, per via di un lutto – uno dei 12 figli è scomparso lo scorso anno – ma sarà comunque festa in pieno centro a Irgoli, in casa Flore per la coppia dei record. Lui 102 anni, lei 99. 201 anni in due. Oggi festeggiano 77 anni di vita insieme, probabilmente la coppia più longeva dell’isola e non solo. Numeri incredibili e improponibili al giorno d’oggi, per la storia, o meglio la favola, di ziu Pietrino Flore e zia Maria Elena Petronilla Luche che in comune hanno anche un dna invidiabile. E capace , come quello di ziu Pietrinu, di sconfiggere, due anni fa un brutta pancreatite e il Covid.

Gli auguri alla coppia arrivano dal sindaco Ignazio Porcu: «Faccio a nome mio e di tutta l'amministrazione i più cari auguri. Sono diventati un esempio di solidità e stabilità dei rapporti. Ormai una utopia per le nostre generazioni. Ci aspettiamo di festeggiare il prossimo anno i 78 di matrimonio e i 100 di zia Pretunilla». Una storia d'amore cominciata quando lei aveva 21 anni e 24 lui, vissuta sempre uno accanto all’altro. Lei nei lavori di casa, nell’accudire la nidiata dei figli, sei maschi e sei femmine, diversi i nipoti e pronipoti, e nella fatica nella campagna; lui, un moto perpetuo, un uomo d’altri tempi con tanti lavori alle spalle e ancora oggi incontenibile. Deve essere “sorvegliato” ma non perché abbia problemi di autosufficienza ma perchè, se gli gira prende la bici e va a farsi un giro per il paese. «No lu optimus lassare solu, è sempre in giro per il vicinato, va a farsi la spesa. Con mia sorella abbiamo paura che prenda freddo, l’unico suo nemico» dice uno dei figli, Natalino.

Ziu Pietrinu, secondo il figlio Natalino, mangia di tutto e di più, anche troppo e naturalmente non può mancare il bicchiere di cannonau ma non disdegna anche unu “zicchette” di abbardente, che gli fa male ma ha uno stomaco di ferro. Anche zia Petronilla sta bene, autosufficiente , svolge ancora le sue cose e oggi, probabilmente ripercorre come in un film, tutte le fasi del suo lungo matrimonio di 28105 giorni. Ziu Pietrinu, Lucidissimo, brillante e con la risposta pronta, al telefono: «Buongiorno carissimo, ci diamo del tu o del lei, se mi vuole chiedere del campo politico , rispondo, se mi chiede del campo amministrativo rispondo cosi come del terziario e in altri campi. In campo religioso non so».

È stato un sindacalista, Manovale, operaio , muratore, negli ultimi anni ha lavorato come bidello e andato in pensione 67 anni. Quando aveva preso il Covid, gli era stato pronosticato qualche giorno di vita , quando ha visto i figli piangere si è ripreso, è montato sulla cyclette e con l’aiuto di Natalino ha ripreso la vita di sempre. «Ma, a 100 anni un uomo non vale più, ormai...» diceva. Dopo mesi gli è stata ricordata quella frase, «Ormai niente, adesso si va avanti non b’at presse!». Una famiglia normale. Sin da quando aveva sette anni, ziu Pietrinu lavorava in campagna col padre, Salvatore che spesso, coma racconta lui ai figli, gliele suonava, ma allora era la normalità, una sorta di padre padrone.Tanto che quando ziu Pietrinu è andato a fare il militare, durissimo, per lui è stata una liberazione.

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