La Nuova Sardegna

Nuoro

La manifestazione

Il sindaco Davide Muledda: «Sento l’affetto, non mollo»

di Valeria Gianoglio
Il sindaco Davide Muledda: «Sento l’affetto, non mollo»

Oniferi, il primo cittadino raccoglie l’abbraccio della folla di piazza del Popolo dopo l’attentato di domenica scorsa

20 febbraio 2024
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Oniferi Alle 20.15, dopo aver ascoltato per più di un’ora gli interventi, l’affetto, i ricordi, e l’invito a non mollare lanciato da tutto il paese e da una vera marea di amici, colleghi, sindaci, parroco e associazioni, Davide Muledda si stringe nel suo giubbotto e sollecitato dalla folla sotto il campanile della chiesa prende timidamente il microfono, e con esso la parola. «Oggi ho capito che non riesco, non posso tirarmi indietro – dice, in oniferese stretto per onorare le sue radici e la sua lingua madre, guardando commosso le centinaia di persone che si sono raccolte in piazza del Popolo per manifestargli affetto e vicinanza dopo l’attentato di domenica scorsa – oggi mi avete rassenerato “meda”, e vi ringrazio. Ho apprezzato tanto di questa manifestazione, della vostra presenza, mi sento voluto bene, sento il vostro affetto e mi metto a vostra disposizione, vi chiedo aiuto per sa bidda nostra. Ci dobbiamo sentire parte di questa comunità».
Circa dieci minuti prima, all’esordio del suo intervento in piazza del Popolo, e al termine di una manifestazione affollata come non mai organizzata dalla Pro loco, il primo cittadino di Oniferi aveva cominciato ricordando il suo attaccamento al luogo nel quale domenica sera qualcuno aveva dato fuoco alla sua auto, nel bel mezzo dei festeggiamenti del Carnevale. Ricorda il suo attaccamento alla chiesa della Madonna della pace, a “Onieri e a sos onieresos”. «Oggi – dice – mi avete dato una stima e un affetto che io penso sia veramente un patrimonio, un patrimonio umano. Non mi avete lasciato solo». E dalla piazza, gremita e con le presenze che si dispongono come in un grande abbraccio ideale, parte un applauso scrosciante.
«Chi ha fatto questa azione – continua poco dopo, il sindaco, sempre in oniferese stretto – non ha fatto un danno a Davide Muledda, no, questa cosa non mi pesa. Ciò che mi pesa è che Oniferi ha diritto a una vita, e a una vita normale e sempre migliore, di felicità, serenità e divertimento, di servizio e di amore per tutti coloro che amano Oniferi». Io non so se riesco a spiegare il mio sentimento, cosa provo, per Oniferi ...». «Lo sentiamo» grida qualcuno dalla folla di piazza del Popolo.
Ed è commosso e colpito, il sindaco Muledda, da quelle presenze sotto il campanile che poco prima gli hanno chiesto di non mollare, di restare al suo posto, perché tutti lo stimano e gli vogliono bene, come uomo e come sindaco. Tra tanti, glielo hanno detto in piazza il parroco Ruggero Bettarelli, la giunta e il consiglio comunale di Nuoro, tutte le associazioni di Oniferi – dai gruppi folk alla polisportiva – i primi cittadini del territorio – Macomer, Desulo, Fonni, Sarule e non solo – il presidente della Comunità montana, Marco Ziranu, la segretaria provinciale della Cisl, Maria Luisa Ariu, Lisetta Bidoni del movimento politico Progetto per Nuoro, ex sindaci del paese come Giovanni Pirisi, la giunta comunale di Oniferi, ma anche semplici cittadini, amici e compagni di viaggio e compaesani come il cugino Enzo Muledda, della Pro loco. «Da oggi – gli dice, ancora scosso – sarò la tua guardia del corpo. Non mollare».

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