La Nuova Sardegna

Nuoro

L’indagine

Oniferi, vicino al campetto spunta la scritta “Piromane”

di Valeria Gianoglio
Oniferi, vicino al campetto spunta la scritta “Piromane”

È comparsa, insieme a un soprannome, all’indomani dell’iniziativa per sostenere il sindaco Muledda dopo l’attentato in paese

21 febbraio 2024
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Oniferi Una scritta vicino a un muro del campetto, un soprannome che nell’isola vale più di mille carte d’identità, e al suo fianco la parola “piromane”: all’indomani della manifestazione che aveva portato centinaia di presenze in piazza del Popolo a sostegno del sindaco Davide Muledda colpito domenica scorsa da un attentato incendiario, le strade di Oniferi ieri mattina restituiscono il messaggio che nessuno sperava perché rimanda a vecchie modalità criminali e di comunicazione. Sono un nome e un’accusa infamante che un anonimo writer ha voluto lasciare su un muro del paese a poche ore dall’evento della sera prima, e probabilmente non per caso. Un soprannome e un epiteto-accusa, dunque: come per dire “l’incendiario è lui” senza però che l’autore si esponga, senza denunciare, se riteneva, di avere le prove e di aver visto qualcosa, utilizzando le vie della giustizia. Senza dar modo, quindi, a nessuno di difendersi o agli investigatori di procedere con le indagini nei modi consueti.

Ed è anche contro questo modo di comunicare che, del resto, il sindaco Muledda l’altra sera in piazza aveva spiegato di essere fermamente contrario. «Un dire-non dire», aveva spiegato, al quale lui preferiva da sempre un dialogo franco, aperto e trasparente, e sicuramente non diffamatorio come quello di ieri ma civile e nel rispetto della legalità. Certo è che, al di là delle intenzioni dell’anonimo writer, la notizia di quella scritta, e dell’aggettivo al suo fianco - “Piromane” – ieri nel paese non sono passati inosservati. Tant’è che poco dopo la scoperta del messaggio sono intervenuti i carabinieri della vicina stazione, e alcuni operai che hanno subito cancellato sia il soprannome, sia l’aggettivo infamante. E anche tra gli investigatori c’è chi pensa che qualcuno abbia voluto approfittare del momento di smarrimento a Oniferi seguito all’attentato di domenica scorsa, per lanciare accuse anonime che con l’incendio dell’auto di Muledda nulla hanno a che fare, e che poggiano sul nulla. Come sempre, dunque, chi agisce protetto dall’anonimato e con queste modalità non solo commette qualcosa di illegale ma rischia persino di essere di intralcio alle indagini serie.

Per ora, nelle ultime giornate di Oniferi, i dati di fatto sono limitati a una festa di Carnevale vicino alla chiesetta della Madonna della pace interrotta a metà perché negli stessi istanti era stata incendiata l’auto del sindaco, a una manifestazione di solidarietà per Muledda che l’indomani richiama in piazza centinaia di persone, e una scritta comparsa vicino al campetto con un soprannome e l’aggettivo “Piromane”. Ma ben oltre le notizie di cronaca nera, le indagini, le scritte anonime, il dato che emerge con più forza a Oniferi nelle ultime ore è la reazione del paese che in modo compatto ha chiesto al suo sindaco di non cedere perché lo sostiene con forza come amministratore e ancor prima come uomo. E al suo indirizzo, non a caso, continuano ad arrivare decine e decine di attestati di vicinanza e solidarietà. Non solo dai suoi compaesani, amici e sindaci del resto della Sardegna, ma anche dai colleghi dell’avvocatura nuorese che gli hanno inviato la loro vicinanza attraverso una nota firmata dal presidente dell’ordine, Lorenzo Soro. «Se ci sono problemi, in paese, si dialoghi – è l’invito che l’altra sera, in piazza del Popolo, ha lanciato il parroco del paese, don Ruggero Bettarelli – l’unica arma deve essere quella del dialogo. Ma non sarà un gesto vile a impedire alla comunità di vivere i suoi momenti».

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