La Nuova Sardegna

Nuoro

Comune, nuovi appelli al sindaco Andrea Soddu: dimettiti

di Francesco Pirisi

	Il sindaco di Nuoro Andrea Soddu
Il sindaco di Nuoro Andrea Soddu

Nuoro, intervengono Un’altra Sardegna, FdI e l’ex assessore al Bilancio Tore Daga

03 marzo 2024
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Nuoro Sulla crisi dell’amministrazione comunale, senza più una maggioranza, intervengono due gruppi politici. Entrambi con la richiesta di dimissioni da parte del sindaco, Andrea Soddu. Il primo, “Un’Altra Nuoro-Un’altra Sardegna”, presente in Consiglio con Narciso Guria, dice: «Soddu dovrebbe prendere atto del fallimento politico e rassegnare le dimissioni». Queste consentirebbero – aggiunge – di andare al voto a giugno e garantire un giunta legittimata a governare la città». Stessa richiesta da Fratelli d’Italia: «Il nostro sindaco – si legge nella nota – non ha più il consenso della giunta ed è chiaro che devi dimettersi, senza cercare escamotage o rimandi per proseguire l’azione di governo». Riferendosi poi alle recenti regionali, che hanno visto Soddu soccombere con la Coalizione Sarda, i dirigenti di Fratelli d’Italia aggiungono: «I concittadini hanno espresso chiaramente il loro dissenso nei confronti della sua gestione». Non diverse, riguardo al futuro dell’amministrazione, ieri le conclusioni dell’ex assessore del Bilancio, della giunta-Bianchi, Tore Daga: «Il commissario – dice – sarebbe l'unica alternativa al civismo immaturo, incapace e approssimativo di Soddu». Nessun credito, da parte dell’esponente della sinistra nuorese, alla proposta del circolo socialista “Catte” per un’amministrazione di transizione, con una nuova maggioranza che metta dentro le forze di sinistra presenti nell’assemblea civica. Quelle avversarie di Soddu prima alle elezioni e poi durante i tre anni del mandato amministrativo in corso. «La cura – afferma Daga – sarebbe peggio della malattia. Soddu e certi ambienti politici nuoresi devono capire – aggiunge – che il nostro Comune non è un autobus, nel quale tutti possono salire e deviare la corsa verso gli interessi personali. Quell'autobus – continua Daga – è la nostra città, un bene di tutti, da tutelare e non una riserva di caccia di pochi». Niente formula all’insegna del “tutti dentro”, che a Daga fa tornare in mente «il pentapartito da prima repubblica (Dc, Psi, Psdi, Pri e Pli, ndc), formula oggi offensive nei confronti della città». Da alcuni il concentramento delle forze viene visto come l’unica alternativa all’arrivo del commissario. Questo perché della vecchia maggioranza di Soddu è rimasto ben poco. Dal 2020, anno delle votazioni, l’hanno abbandonata i partiti e movimenti Italia in Comune, Un’altra Nuoro-Un’altra Sardegna e Ripensiamo Nuoro. Tanto che l’amministrazione in alcune occasioni si è salvata grazie a consiglieri di opposizione (tra i quali la sardista Viviana Brau e Pietro Sanna, candidato sindaco del centro-destra), che hanno garantito il numero legale. Negli ultimi tempi Soddu ha visto ridursi da nove a sei anche i componenti del suo gruppo politico. Defezioni di numeri in Consiglio che non potrebbero essere compensate dall’apporto delle due esponenti, Maria Boi e Gabriella Boeddu, passate due anni fa da Italia in Comune al Gruppo misto, rimaste a fianco del primo cittadino e della giunta. Il primo banco di prova in Consiglio (il bilancio di previsione) farebbe saltare in aria, dunque, l’amministrazione-Soddu. Salvo un possibile soccorso “rosso”, o anche “nero”, per evitare il commissario. Ma che anche le ultime dichiarazioni danno per improbabile. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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