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Istituzioni nel mirino

Ottana, nelle immagini della videosorveglianza la chiave per scoprire gli attentatori

Ottana, nelle immagini della videosorveglianza la chiave per scoprire gli attentatori

Dopo la bomba in municipio inquirenti al lavoro su diverse ipotesi investigative

17 marzo 2024
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Ottana Vanno avanti senza sosta le indagini per fare luce sull’attentato che due notti fa ha sventrato il municipio di Ottana. Accertare la verità e individuare esecutori e probabili mandanti non sarà semplice, visto anche il senso di stupore e di delusione del sindaco Franco Saba, di fronte a una situazione del tutto inattesa. Per ora solo labili tracce, con un unico dato certo: chi è entrato in azione all’una di notte di venerdì scorso in via della Libertà, lo ha fatto per colpire e fare “male”. L’ordigno ad alto potenziale fatto esplodere davanti alla porta del Comune, infatti, non voleva essere un’azione dimostrativa: troppo potente per poter rappresentare un semplice segnale. Stamattina alle 10.30 in prefettura a Nuoro, si riunirà il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto Giancarlo Dionisi per fare il punto della situazione dopo gli ultimi atti intimidatori. «Non c’è un’emergenza – ha detto sabato durante la sua visita a Ottana – l’ultimo attentato all’amministrazione comunale risale al 2010». I carabinieri della compagnia del paese e i colleghi del nucleo investigativo di Nuoro si stanno concentrando sui filmati dell’impianto di videosorveglianza del Comune che potrebbero aver ripreso le sequenze dell’attentato, mentre gli artificieri stanno analizzando i resti dell’ordigno per capire esattamente com’era confezionato. Visti i danni provocati dalla deflagrazione, da subito si è ipotizzato l’utilizzo di esplosivo al plastico da parte degli attentatori. Una bomba “lanciata” all’improvviso in un momento di particolare distensione per il paese che ha destabilizzato ancora una volta la serenità della comunità, facendola ripiombare in un clima di paura.
Proprio come in passato, quando a Ottana alla fine del sogno industriale, con la cancellazione di gran parte delle attività produttive, e il licenziamento in massa dei lavoratori, si erano vissuti momenti di grande tensione sociale, sfociati con una serie di attentati ai danni degli amministratori locali: nel 1999 contro Giovanna Pittalis, nel 2004 contro Peppino Fenudi e infine, nel 2010 contro Gian Paolo Marras. Poi venerdì scorso, dopo una tregua lunga 14 anni, il ritorno di un incubo.
E allora, che legame potrebbe avere quella bomba ad alto potenziale con l’attività amministrativa, se come dice il sindaco Saba, negli ultimi anni l’occupazione a Ottana è andata bene anche grazie all’attivazione dei cantieri comunali? «Qui lavorano quasi tutti – ha sottolineato il primo cittadino rieletto nel 2020 con una lista unica – abbiamo una graduatoria di 30 persone che a rotazione vengono occupate a tempo determinato». La graduatoria provvisoria dell’ultimo cantiere Lavoras è di fine febbraio: quattro posti per 41 domande presentate. Ma anche a voler ipotizzare un collegamento con la corsa ai suoli agricoli da parte delle multinazionali per la produzione di energia pulita (è una delle ipotesi fatte poche ore dopo l’esplosione ndr), non sarebbe sufficiente a giustificare un gesto di così grave entità: danno lavoro solo nei primi mesi del montaggio degli impianti, poi più nulla. Inoltre, l’amministrazione Saba, a differenza di altre che l’hanno preceduta, non ha fatto dell’energia rinnovabile il simbolo di una lotta, come nuova prospettiva per il sito industriale dopo la grande crisi. Intanto l’attività amministrativa dovrà fermarsi per qualche giorno. Da oggi fino al 22 marzo gli uffici comunali resteranno chiusi per inagibilità. Ieri il sindaco, ha anche annunciato che giovedì 21, alle 18 nella palestra comunale si terrà convocato un consiglio comunale aperto per confrontarsi e interrogarsi. E a dimostrazione del fatto che voglia portare a termine il suo mandato, sabato sera, a poche ore dall’attentato, in una sala gremita, ha organizzato la premiazione dei vincitori del concorso di poesia sarda, intitolata al poeta Giuseppe Soru. Cerimonia che Franco Saba ha chiuso con una promessa: «Andremo avanti ancora più carichi di prima». (ha collaborato Federico Sedda)

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