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Nuoro, lo scontro sul bilancio si fa duro: dieci giorni per sopravvivere

di Francesco Pirisi
Nuoro, lo scontro sul bilancio si fa duro: dieci giorni per sopravvivere

L'assessora Piras: «Il Consiglio è urgentissimo, ma il presidente Cocco non lo convoca»

13 aprile 2024
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Nuoro Dieci giorni ancora per riuscire ad approvare il bilancio preventivo. Dietro l’angolo il fantasma dello scioglimento del Consiglio comunale, la conseguenza se la pratica non andasse in porto. Poco, pochissimo, e per questo l’assessora competente, Rachele Piras, sbotta: «Se entro lunedì il presidente del Consiglio, Sebastian Cocco, non convocherà l’assemblea, farò appello al prefetto affinché intervenga con una sua sollecitazione». Per poi proseguire: «Il segretario generale ha evidenziato l’urgenza della deliberazione, perché si è fuori tempo massimo».

L’amministrazione civica ha saltato, una dopo l’altra, la scadenza canonica del 31 dicembre e la stessa proroga del 15 marzo, assegnata ai comuni dal Governo. Tanto che è poi partita una rincorsa, negli ultimi venti giorni, con l’approvazione in giunta dello schema di bilancio e del Dup (il documento unico di programmazione). Senza la certezza, tuttavia, che alla fine si arrivi al voto in Consiglio. Sui ritardi pesa la situazione di conflittualità nella vecchia maggioranza del sindaco Andrea Soddu. Dalla quale è uscito Italia in Comune, il gruppo di Cocco. Oggi unito alla minoranza di sinistra, anche nella convinzione che non ci sia altra strada rispetto alla chiusura anzitempo del mandato amministrativo. Formalmente ci si scontra sulla mancata ricostituzione delle sette commissioni permanenti, sciolte un anno fa dallo stesso presidente del Consiglio. Per quest’ultimo oggi un’assenza che è un limite alla convocazione dell’assemblea, perché ogni delibera andrebbe prima esaminata dai “parlamentini”.

L’assessora Piras mette la responsabilità in capo allo stesso presidente e al suo gruppo politico, di cui fa parte l’architetto Giovanni Dettori. «S’invocano le commissioni – denuncia la titolare del Bilancio – ma allo stesso tempo il presidente non fa nulla per ricostituirle. Anzi, con il suo gruppo politico, procrastina questo momento – aggiunge – con la scusa che per Dettori, nello schema fissato, non è stata confermata la collocazione nella commissione Lavori pubblici, con la motivazione che ne era già membro nel passato. Cosa non vera – dice ancora Piras – e in ogni caso non certo un argomento valido per bloccare l’amministrazione».

Qualche chance per la soluzione dell’enigma la si assegnava alla riunione dei capigruppo, tenutasi venerdì. È andata a vuoto come i precedenti tentativi. L’obiettivo della maggioranza era di costruire l’intesa con la minoranza sulla base dello schema di ricomposizione proposto dai capigruppo della lista “Per Andrea Soddu sindaco” e del Misto, Calia e Boeddu, che appoggiano l’amministrazione-Soddu. Senza convincere la minoranza di sinistra e Italia in Comune, naturalmente, un tempo in maggioranza: «Si trattava di una ripartizione – dice ancora Piras – fatta sulla base di precedenti intese e poi naufragata per la posizione oltranzista del partito di Cocco e Dettori, che fa questo discorso: o ci date quanto richiesto, o blocchiamo l’attività amministrativa».

Il fatto che la controversia nasca nel momento in cui è iniziato l’ultimo chilometro per approvare il programma finanziario rende la cosa più fastidiosa: «Non è più tempo per essere diplomatici – aggiunge l’assessora Piras – anzi non lo voglio essere più. Sono stanca di non poter lavorare con tutti i consiglieri, nelle commissioni, perché alcuni mettono in opera questi giochini». La possibilità di un esame in commissione per il bilancio 2024 rientra nel novero delle utopie.

L’amministrazione ha pensato di ovviare con l’esame delle carte allargato ai gruppi di opposizione, due giorni fa, che hanno però per gran parte disertato. I 10 giorni che mancano alla scadenza del 23 aprile basteranno solo e soltanto per il tempo da garantire ai consiglieri, per consultare le carte. Documenti che oggi hanno i sigilli di regolarità per entrare in aula, dopo che due giorni fa è arrivato il parere favorevole dai revisori. Un programma triennale da 140 milioni. Ci sono i 500mila euro per l’Europeade, i 400mila per l’acquisto della pineta di Ugolio, mentre 300mil sono stati spalmati nei tre anni per la revisione del Puc. Tra gli impegni la copertura dei costi per 40 nuovi dipendenti.

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