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Tribunale

Vita d’inferno in un condominio a Nuoro: padre e figlio accusati di molestie

Vita d’inferno in un condominio a Nuoro: padre e figlio accusati di molestie

La pubblica accusa ha chiesto la condanna a 6 mesi per uno e a 1 mese per l’altro. Per la difesa non c’è prova che siano stati loro a sporcare i luoghi aperti al pubblico

02 maggio 2024
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Nuoro Condotte all’apparenza sopportabili, ma alla lunga tanto invasive da sfociare in veri e propri drammi domestici. È quanto accaduto nella palazzina “Tanca Manna” di via Martiri della Libertà dove “l’inferno condominiale” vissuto fino al febbraio di tre anni fa è finito al centro di un procedimento penale davanti al giudice monocratico Claudia Falchi Delitala. Protagonisti della singolare vicenda, padre e figlio, Pietro e Giovanni Ortu, difesi dall’avvocato Alessandro Tuvoni, imputati di molestia e disturbo alla persona. I due sono accusati in concorso tra loro di aver reso la vita impossibile agli altri condomini, attraverso rumori provocati dalla percussione di oggetti utilizzati per riprodurre il suono di una batteria anche in orario notturno, e di aver effettuando lanci di fazzoletti sporchi, mozziconi di sigarette, rimasugli di cibo e briciole di pane nel cortile condominiale e sulle auto parcheggiate. Gli imputati devono rispondere anche del versamento di sostanze oleose sulle scale condominiali, rientrati nei luoghi aperti al pubblico.

A denunciare i fatti una residente del palazzo che occupava l’appartamento sopra quello degli Ortu, e che esasperata si era rivolta alle forze dell’ordine per i dispetti e gli insulti che le venivano rivolti dai due vicini. Lei si è costituita parte civile con l’avvocato Gianluigi Mastio, ma anche altri condomini avevano presentato esposi contro gli imputati e confermato in aula i fatti denunciati.

Ieri prima della chiusura del dibattimento, Pietro Ortu si è sottoposto ad esame e ha risposto alle domande delle parti. Ha rimarcato di essere stati lui e il figlio, vere parti lese in questa vicenda, in quanto subivano i dispetti degli altri residenti. In particolare ha evidenziato i forti rumori che provenivano dal piano superiore.

«Ed è per questo – ha ripetuto davanti al giudice – che capitava di battere il bastone per cercare di farli tacere». L’imputato rispondendo alle domande del suo avvocato ha respinto ogni accusa e ha ribadito che lui e il figlio erano vittime dei continui attacchi degli altri residenti che si rivolgevano a loro con frasi offensive e scurrili. «Tutto è partito dal fatto che noi non partecipassimo alle spese condominiali e siccome ci accusavano di produrre suoni con una batteria, posso dire che a casa nostra non ne è mai entrata una». Quindi la parola è passata alle parti per la discussione. Il pubblico ministero Martina Varagnolo ritenuta provata la penale responsabilità dei due imputati ha chiesto la condanna a sei mesi di reclusione e al pagamento di 600 euro per Giovanni Ortu, e 1 mese e 300 euro di multa per il padre Pietro. «Le dichiarazioni testimoniali sono apparse attendibili e coerenti» ha sottolineato la pubblica accusa. Dello stesso parere il difensore di parte civile che ha ricordato come la sua assistita abbia avuto conseguenze sulla salute a causa di questa vicenda, e di come nell’ambito di un altro procedimento per stalking, nei confronti di Giovanni Ortu sia stata disposta in un primo momento la misura cautelare del divieto di dimora a Nuoro, poi il divieto di avvicinamento. L’avvocato Tuvoni nel tentativo di smontare l’impianto accusatorio ha rimarcato come fosse impossibile attribuire agli Ortu i lanci di rifiuti in un’area condominiale tanto estesa. «Non c’è prova che siano stati loro – ha detto il difensore prima di chiedere l’assoluzione per padre e figlio – tanto che gli stessi testi dell’accusa, sentiti in aula, non hanno mai detto di averli visti in azione. Per accusare due persone è necessario avere prove più consistenti. I miei assistiti sono persone che vivo un disagio sociale ma sono buone». La giudice ha rinviato l’udienza al 9 maggio prossimo per repliche e per la sentenza. (k.s.)

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