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Politica comunale

Nuoro, il bilancio resta nel limbo: il consiglio finisce 11 a 11

di Francesco Pirisi

	Il sindaco Andrea Soddu nel consiglio comunale della notte (foto di Massimo Locci)
Il sindaco Andrea Soddu nel consiglio comunale della notte (foto di Massimo Locci)

Né bocciato né approvato: la notte più lunga dell’assemblea civica. Ancora veleni in aula. Il sindaco Soddu ripercorre i suoi due mandati

04 giugno 2024
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Nuoro L’ultimo tentativo di approvare il bilancio non passa. Votano contro in 11 consiglieri, tra vecchio e nuovi oppositori a Soddu. I voti a favore sono anch’essi 11. Non sufficienti per dare il via libera al documento contabile. Escono dall’aula Pier Luigi Saiu, Emilio Zola e Angelo Arcadu, del centro-destra. La pattuglia dei favorevoli mette insieme la squadra conosciuta. In testa il gruppo “Andrea Soddu sindaco”, le due esponenti del Misto (Maria Boi e Gabriella Boeddu) e i consiglieri del centrodestra Pietro Sanna e Viviana Brau. Il segretario Zanzarella parla di un risultato senza vincitori, né vinti. Ma in concreto si tratta dell’ennesimo tentativo a vuoto sulla delibera finanziaria, la cui soluzione è pressoché certo sarà l’arrivo del commissario.

Con la fine, dopo 9 anni, del mandato del sindaco Andrea Soddu, vincitore sia nel 2025, sia nel 2020. L’importanza della seduta è stata confermata dalla presenza unanime dei 25 menri assegnati all’assemblea. L’avvio è stato con il botto. Il presidente del consiglio, Sebastian Cocco, si è dimesso, insieme ai suoi due “vice”, Angelo Arcadu e Narciso Guria. Presiede il consigliere anziano (come militanza consiliare) Pier Luigi Saiu, della Lega. Le dimissioni di Cocco motivate con «la volontà di non intralciare il confronto in consiglio e di non mettere alla berlina l’ufficio di presidenza». La discussione si è incentrata sulla proposta di “governo di scopo”, di Saiu, Zola e Arcadu, del centrodestra.

Le loro ragioni. Inizia Arcadu: «La nostra proposta è stata chiara da subito e condizionata dall’accettazione di tutti i gruppi politici e con alcuni punti programmatici. La motivazione – ha aggiunto – non è stata, come qualcuno ha affermato quella di ricompattare il centrodestra». Elementi rimarcati da Saiu, che per un momento di spoglia del ruolo di presidenza, per riprendere quello di consigliere di opposizione. Ruolo che Saiu rivendica: «Posso accreditare 14 anni di onorata opposizione».

Parole che vogliono sgombrare il pensiero che ci sia un avvicinamento a Soddu, nella proposta di larghe intese: «Noi non saremo la stampella di Soddu. Ma non saremo neppure a sostegno del campo largo – ha aggiunto Saiu – che vuole prendere il governo della città. Senza passare per le elezioni». Zola conferma la linea, rivolgendosi a chi nel centro-sinistra (e in opposizione al sindaco) ha già fatto capire che non aderirà alla proposta di riunire tutti i gruppi consiliari: «Voi scegliete il commissario – ha attaccato Zola – perché sarà un funzionario nominato dalla vostra parte politica al governo della Regione. Non credo che avreste avuto lo stesso atteggiamento – ha incalzato – se nella stessa Regione avesse comandato il centro-destra». La proposta non passa, con l’unanimità chiesta come condizione dai proponenti, perché ritenuta irricevibile.

A iniziare dall’ex presidente del consiglio Cocco, le cui parole sono ormai libere del ruolo “super partes” della massima carica in assemblea: «Vi leggo due elementi – dice – uno mascherato, la ricompattazione del centro destra (Sanna e Brau avevano vorato a favore del bilancio, il 16 maggio, ndc). Il secondo chiaro, quello del mancato rispetto delle regole democratiche, quelle che legano il sindaco alla sua compagine. Tanto da dover uscire di scena quando quella maggioranza viene meno».

Il “no” di Lisetta Bidoni si impernia sul fatto che essa si porti dietri il dualismo di «un atteggiamento responsabile per chi la vota e non responsabile per chi la rifiuta. Se voi – dice rivolto ad Arcadu e soci - ritenete di sostenere il sindaco Soddu, pensando che abbia fatto bene, votatelo. Ma non pretendiate che siamo noi a seguire la vostra linea – continua ancora – visto che non siamo soddisfatti del lavoro dell’amministrazione». Prima di ricordare di voler «rimanere all’opposizione, dove la cittadinanza ci ha posto».

Considerazioni sulle quali si ritrovano i Pd Carlo Prevosto e Natascia Demurtas. Si soffermano soprattutto a rimarcare carenze e ritardi del sindaco e della coalizione, colpevole di «avere bloccato per alcuni anni l’attività del consiglio». Limiti tra quali il civico Francesco Guccini, oggi nel Campo largo, evidenzia i ritardi nel bilancio: «Doveva essere presentato al consiglio entro il 31 luglio dell’anno passato».

Giovanni Dettori (Italia in Comune), giudica la proposta «irricevibile». Marianna Palumbo (ex Andrea Soddu sindaco): «Signor sindaco non ha mantenuto le promesse e oggi riteniamo che la sua permanenza non sia il meglio per la città. Ma questo glielo diciamo – afferma ancora – senza risentimenti personali». Il sindaco incassa ancora una volta la vicinanza politica di due esponenti del centrodestra, Sanna e Brau, «perché la giunta Soddu ha fatto molte cose positive e tante sono presenti nel bilancio», dice Sanna. Brau, invece, fa presente che «il Psd’Az non voterà mai per l’arrivo del commissario, come faranno il Pd e gli altri gruppi del Campo largo».

La schiera dei sostenitori del sindaco si conferma, anche nell’ultimo atto. Da Maria Boi (Misto) a Giovanna Obinu e Marcello Calia, della lista del primo cittadino. «Soddu – dice Calia – ha risolto questioni importanti. Sono orgoglioso anche perché ha sempre rappresentato al meglio la città. Gli errori? Certo ne ha fatto anche lui – ha concluso - ma solo nella misura in cui tutti possono sbagliare, quando operano». Impegno e buona fede che è lo stesso sindaco a rivendicare, lasciando senza acrimonia, ma con una critica: «Potevate sfiduciarmi con una dichiarazione davanti al notaio – ha detto – ma facendo passare il bilancio, necessario per mandare avanti gli impegno a vantaggio della città»

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