La Nuova Sardegna

Nuoro

Il caso sanità

Asl di Nuoro e assunzioni, i sindacati: “Devono essere distribuite meglio”

di Valeria Gianoglio
Asl di Nuoro e assunzioni, i sindacati: “Devono essere distribuite meglio”

L’appello: “Servono più infermieri e operatori sociosanitari in particolare nei reparti che scoppiano”

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Nuoro Le ultime assunzioni di Oss? Non sono ancora sufficienti a colmare le lacune esistenti da tempo nella sanità, dicono i sindacati, mentre quelle che l’Asl sta facendo in queste settimane devono essere distribuite meglio, soprattutto all’ospedale San Francesco. E poi, ultimo punto ma non in ordine di importanza, l’azienda deve pensare anche al fronte infermieri, deve assumermene di più e destinare in modo più razionale, e rispondente alle esigenze, le attuali forze in campo. Perché di infermieri – dicono gli addetti ai lavori – più che negli ambulatori ce n’è bisogno soprattutto in corsia, in particolare in reparti che scoppiano di pazienti e di ricoveri come Medicina, Geriatria e Neurologia. Il giorno dopo la notizia dell’ultima infornata di 40 immissioni in ruolo di operatori socio-sanitari nell’Asl nuorese, sulla complessa situazione della sanità barbaricina prendono la parola sia l’ordine provinciale delle professioni infermieristiche, sia i sindacati Nursind e Fials.

«Chiariamo subito un punto: sia di oss sia di infermieri ne servirebbero di più nell’Asl, ma il punto nodale è un altro: devono comunque essere distribuiti meglio – spiega il rappresentante provinciale del Nursind, Mauro Pintore – come infermieri, ad esempio, all’interno dell’Asl nuorese ne abbiamo circa 800, ne servirebbero un centinaio in più, ma sia i nuovi sia gli attuali, idem gli Oss, è perfettamente inutile che continuino a mandarli come stanno facendo ora: a Sorgono, Siniscola, Orosei. Perché lì sono già troppi e perché la sanità nel territorio non sta funzionando. Quindi quello che chiediamo da tempo noi è che sia gli oss sia gli infermieri attuali e neo assunti vengano mandati in corsia, in particolare al San Francesco, e nei reparti di area medica che scoppiano». E che vi sia questa necessità di assunzioni e di redistribuzione dell’organico, dice Pintore, lo testimoniano anche alcune recenti serate trascorse in qualche reparto. Come in Medicina al San Francesco quando, la scorsa settimana, c’erano ben 53 pazienti, e di questi «quattro nell’andito. E gli oss e gli infermieri non erano sufficienti: ne mancavano diversi a ogni turno. Per non parlare del fatto che manchino gli oss nel turno di notte...».

«Gli infermieri nell’Asl sono circa 825 – dice il dirigente sindacale del Fials, Alessandro Carena – stanno attingendo dalla graduatoria del concorso ma da quando hanno assegnato gli incarichi molti infermieri sono stati spostati dalle corsie per afferire al nuovo incarico. E ci sono diversi reparti in sofferenza come Geriatria, Medicina e Neurologia. Bisognerebbe allora integrare nuove figure di infermieri per sostituire chi ha lasciato la corsia per incarichi e chi ha limitazioni ed è stato spostato negli ambulatori. Avere gli infermieri che servono, del resto, significa garantire i servizi sul territorio e un territorio in salute garantisce meno afflusso in Pronto soccorso e nelle corsie. Quanto alla situazione oss, gli operatori sociosanitari sono 346. E per loro le assunzioni risolvono in parte la carenza in quanto molti erano già in servizio». E sulla questione organici, distribuzione del personale e conseguenze sui pazienti, dice la sua anche l’ordine provinciale degli infermieri.

«Le assunzioni degli operatori sociosanitari decise dall’azienda vanno benissimo – spiegano il presidente Giuseppe Gentile e il vice presidente Francesco Tuvoni– e ne siamo contenti perché si tratta di figure professionali che ricoprono un ruolo importante all’interno della sanità. Ma come ordine oggi diciamo anche che è necessario che l’Asl pensi pure a rispettare il rapporto paziente-infermiere, soprattutto in diversi reparti del San Francesco, perché ora questo rapporto non viene rispettato. Ci sono tanti reparti dove i ricoveri sono troppi rispetto alle forze in campo. E questo succede perché la sanità territoriale fa acqua: tutti si riversano in ospedale e al pronto soccorso perché mancano gli ospedali di comunità, mancano i medici e gli infermieri di famiglia. Per questo come ordine chiediamo di potenziare la presenza degli infermieri, soprattutto in certi settori, in modo che si riequilibri il rapporto paziente-infermiere». Ma l’ordine professionale provinciale in questi giorni interviene anche per per evidenziare che la «carenza di medici e infermieri diventata preoccupante», stia causando un «sovraccarico del Pronto soccorso», e questo «provoca disagi significativi per i pazienti costretti a lunghe attese, e mette sotto pressione gli operatori sanitari chiamati a lavorare in condizioni estremamente stressanti. In questo contesto l’ordine lancia un appello: è fondamentale rispettare il diritto dei cittadini a ricevere cure, ma è altrettanto importante rispettare il lavoro dei professionisti sanitari».

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