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Nuoro

Tribunale

Abusò di due nipotine: nonno orco condannato a 6 anni e 8 mesi di carcere


	Un'aula del palazzo di giustizia
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Un'aula del palazzo di giustizia

I fatti risalgono all’estate di tre anni fa quando le due bimbe erano in vacanza in un centro della Baronia

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Nuoro I carabinieri della stazione del paese, oggi, giovedì 10, sono andati a prelevarlo dalla sua abitazione e dopo avergli notificato la sentenza diventata definitiva, lo hanno condotto in carcere. Un uomo di 62 anni di un paese della Baronia è stato condannato in Cassazione a 6 anni e 8 mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti di due nipotine di 6 e 13 anni. I giudici della Suprema corte hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal suo difensore, l’avvocato Giovanni Maria Spanu.

L’uomo, in primo grado era stato giudicato con rito abbreviato e condannato dal gup del tribunale di Nuoro, Giovanni Angelicchio a 10 anni di reclusione, all’interdizione dai pubblici uffici, al divieto di avvicinamento a luoghi frequentati da minori e al pagamento della provvisionale, immediatamente esecutiva, come richiesto dal legale di parte civile, Gian Mario Pilatu. Il pm Giorgio Bocciarelli due anni fa, ritenendo provata la responsabilità dell’imputato alla fine della sua requisitoria aveva chiesto una condanna a 15 anni, ridotta a 10 per la scelta del rito. La pena era stata poi ridotta in Appello a 6 anni e 8 mesi.

I fatti contestati risalgono al 2021 quando durante le vacanze estive, le piccole erano state affidate ai nonni. È allora che le due bambine avevano conosciuto  la violenza per mano del familiare, che ne aveva tradito la fiducia nel modo peggiore. La più piccola aveva solo sei anni quando il nonno aveva abusato di lei. L’aveva portata in un luogo appartato e l’aveva toccata nelle parti intime. Poi aveva preteso che anche lei facesse lo stesso con lui. Poco tempo dopo, l’uomo aveva compiuto atti sessuali anche nei confronti di un’altra nipotina, questa volta di 13 anni. Con la scusa di abbracciarla, in più occasioni, le aveva toccato il seno, e nonostante lei cercasse di divincolarsi, per “tenerla buona” le diceva che in cambio avrebbe trovato il gatto che non riusciva più a riportare a casa.

Le testimonianze delle bambine erano state cristallizzate nell’incidente probatorio. Secondo il pm, il racconto delle piccole che in un primo momento era stato minimizzato, era coerente e corrispondente al vero. Entrambe, altrimenti, non avrebbero potuto riportare la vicenda in modo dettagliato. Avevano avuto il coraggio di denunciare, e nonostante il profondo disagio nel dover accusare il nonno, avevano raccontato quanto era accaduto nell’estate di quell’anno. (k.s.)

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